Sondaggio inquietante per San Valentino: in Italia 1 ragazza su 7 subisce violenza dal partner

di Redazione


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L’amore, o meglio il “non-amore”, che fa male: quando la gelosia si trasforma in violenza. In occasione di San Valentino, la festa degli innamorati, una recente indagine condotta da Skuola.net su un campione di 2.500 ragazze tra gli 11 e i 25 anni rivela un quadro preoccupante sulle relazioni sentimentali tra i giovani. Circa una ragazza su sette tra quelle attualmente impegnate in un rapporto di coppia dichiara di aver subito comportamenti violenti o vessatori da parte del partner. Si va da scenate di gelosia ingiustificate a veri e propri atti di violenza fisica.

La violenza nelle relazioni giovanili: un fenomeno diffuso

Il 5% delle intervistate racconta di essere stata oggetto di schiaffi, pugni o calci da parte del fidanzato, con l’intento di ferire. Un ulteriore 7% afferma di essere stata costretta a fare sesso contro la propria volontà per paura di ritorsioni. L’8% dice che il partner ha minacciato il suicidio in caso di rottura. Sono dati inquietanti che delineano un fenomeno radicato anche tra le nuove generazioni.

Gelosia e controllo, i motivi scatenanti

La gelosia sembra essere il motore di molti comportamenti ossessivi e violenti. Il 13% delle ragazze deve assistere frequentemente a sfuriate immotivate da parte del fidanzato per presunti sguardi o attenzioni rivolte ad altri. Il 15% è stata pesantemente offesa, anche in pubblico, proprio per via della gelosia del partner. In alcuni casi il controllo si estende al modo di vestire: il 15% dice che il fidanzato è andato in escandescenze per abiti da lui ritenuti troppo provocanti, mentre al 7% è stato imposto un dress code più castigato per poter uscire. Un evidente segnale di possessività e volontà di predominio.

Violenza psicologica e digitale

Ma la violenza non sempre si manifesta in modo esplicito. Molte relazioni sono segnate da una sottile forma di sopraffazione, che crea un clima di paura e limita la libertà personale. Il 15% delle ragazze dichiara di vivere con l’ansia di possibili reazioni del partner se non si comporta “correttamente”. Il 26% tende ad autocensurarsi per evitare incidenti. L’ossessione per il controllo emerge anche dal mondo digitale: al 16% il fidanzato ha preteso di controllare lo smartphone, al 17% di leggere le chat private. Per “quieto vivere”, l’11% ha addirittura dato libero accesso ai propri account social. Questo naturalmente limita i rapporti con il mondo esterno: 1 ragazza su 10 fatica a uscire da sola, al 13% viene chiesto di condividere la propria posizione quando è fuori e alla metà di dare continui aggiornamenti su dove si trova e con chi.

Bassa consapevolezza del problema

Secondo chi ha realizzato il sondaggio, inoltre, molte situazioni di questo tipo rimangono nascoste. Spesso le vittime tendono a sottovalutare o minimizzare gli episodi di violenza, non cogliendone la gravità. Solo 1 su 5 interpreta certi comportamenti come campanelli d’allarme. E di fronte ad atti violenti, appena il 19% decide di troncare la relazione. Inoltre, solo il 70% si confida con qualcuno di queste situazioni, rivolgendosi però più alle amiche che a genitori o esperti che potrebbero dare un supporto adeguato. Manca insomma una piena consapevolezza del problema e della sua pericolosità. Secondo l’esperto Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, una delle cause è la scarsa educazione sentimentale offerta a scuola. L’indagine rivela infatti che solo 1 studente su 4 affronta il tema delle relazioni di coppia e della violenza domestica durante le lezioni. Andrebbe invece potenziata la formazione su questi aspetti, poiché riguardano da vicino la vita di ragazze e ragazzi. Conoscere i segnali di un rapporto malato è il primo passo per non restarne intrappolati.

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