La tragica vicenda dell’omicidio di Sofia Stefani, il fidanzato: “Troppo complicato da sopportare”

di Redazione


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L’omicidio di Sofia Stefani, i genitori distrutti e il fidanzato che chiede tempo: “Troppo complicato da sopportare”. Una vicenda sconvolgente quella dell’omicidio di Sofia Stefani, la vigilessa 33enne uccisa con un colpo di pistola dall’ex comandante della polizia locale di Anzola dell’Emilia, Giampiero Gualandi. Dopo la morte della donna, familiari e fidanzato della vittima chiedono solamente rispetto per il proprio dolore e giustizia. “Siamo di fronte ad un grave caso di omicidio che ha portato via ai suoi cari e a tutta la comunità una giovane vita che guardava al mondo con fiducia e speranza”, ha dichiarato l’avvocato Andrea Speranzoni, nominato sabato mattina a tutela dei genitori di Sofia, Bruno e Angela. I due, distrutti dal dolore, chiedono che sia fatta piena luce sull’accaduto e che sia resa giustizia alla figlia.

Il fidanzato è sconvolto, chiede tempo per elaborare il lutto

Anche il fidanzato storico della giovane, Stefano, è comprensibilmente sconvolto. “Ho bisogno di tempo, devo ricostruire un po’ di equilibrio nella mia vita, devo ricostruire un po’ tutti i pezzi”, ha detto con voce spezzata. Lui e Sofia si erano conosciuti da giovanissimi e insieme avevano costruito il loro futuro. Ora per Stefano è arrivato il momento più difficile, quello di accettare l’inaspettata perdita e andare avanti.

Il sindaco: i genitori provati ma molto composti, hanno grande forza

Il sindaco di Zola Predosa, comune di residenza della vittima, ha incontrato i genitori definendoli “molto provati, ma anche molto composti. Ho trovato in loro davvero tanta forza”. Per il momento, su richiesta dei familiari, non sono previste iniziative pubbliche di commemorazione, se non dopo i funerali, ancora da fissare. h2>La vittima descritta come ragazza solare, stimata dai colleghi

Sofia Stefani era entrata nel corpo di polizia locale di Anzola nel 2021. Aveva frequentato il liceo scientifico e si era laureata in Sociologia all’Università di Bologna, prima di intraprendere la carriera nelle forze dell’ordine. Descritta da tutti come una ragazza solare e piena di vita, al lavoro era benvoluta e stimata dai colleghi. I fatti risalgono al pomeriggio di giovedì 19 maggio, quando Gualandi, 59 anni, si è presentato negli uffici del comando di Anzola sparando alla ragazza con la pistola d’ordinanza. Le indagini dovranno appurare movente e circostanze dell’efferato gesto.

I familiari si affidano alla giustizia per fare luce sui fatti

Il silenzio dei genitori, Bruno e Angela, è stato rotto solo dalla richiesta di piena giustizia espressa attraverso le parole del loro legale, Andrea Speranzoni, nominato sabato mattina: «Siamo di fronte a un grave caso di omicidio che ha portato via ai suoi cari e a tutta la comunità una giovane vita che guardava al mondo con fiducia e speranza e che ha trovato la morte in un luogo che per sua natura dovrebbe essere sicuro – ha detto l’avvocato –. Ora i familiari sono distrutti ma anche consapevoli della necessità di andare fino in fondo nel raggiungimento di verità e giustizia». «Come difensore dei genitori di Sofia Stefani – ha poi aggiunto –, appreso l’esito dell’udienza di convalida, esprimo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti e ritengo che l’odierno accoglimento della domanda cautelare confermi e rafforzi l’ipotesi accusatoria di omicidio volontario aggravato formulata dalla Procura della Repubblica di Bologna. Le indagini preliminari naturalmente ora continueranno e i genitori della vittima desiderano far sapere mio tramite che perseguiranno con determinazione il percorso di giustizia che Sofia merita».

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