Uomo di 48 anni contrae un’infezione sconosciuta dopo essere stato morso da un gatto randagio

di Redazione


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Un uomo di 48 anni è finito al pronto soccorso dopo aver ricevuto diversi morsi da un gatto randagio al quale si era incautamente avvicinato. Il micio aveva affondato i suoi denti nelle mani e delle braccia del malcapitato e le conseguenze sono diventate sempre più preoccupanti.

Il 48enne non poteva certo immaginare che l’incontro con il randagio potesse avere questo epilogo. La vicenda arriva dall’Inghilterra. Dopo aver subito i morsi, l’uomo si è recato al pronto soccorso del Cambridge University Hospital. I medici gli hanno somministrato un mix di antibiotici e, in via precauzionale, anche una dose di richiamo di antitetanica.

Trascorse 24 ore, però, il paziente è tornato in ospedale, stando peggio di prima. Presentava un grave rossore e gonfiore al mignolo sinistro e al dito medio destro e su entrambi gli avanbracci. Dato che è allergico alle penicilline, è dovuto ricorrere a una serie di altri antibiotici per combattere l’infezione. E, dopo una cura intensiva di 5 giorni, ha iniziato a migliorare.

Un gatto randagio (foto di repertorio)
Un gatto randagio (foto di repertorio)

Sebbene oggi non ci siano più conseguenze mediche, per i dottori c’era qualcosa che non andava, poiché il quadro dell’infezione post morso era troppo insolito. Così i ricercatori dell’Università di Cambridge hanno eseguito una serie di esami: è emerso che le infezioni dolorose sugli arti del malcapitato erano dovute a una specie batterica fino a quel momento sconosciuta.

Il gatto randagio aveva dunque trasmesso al 48enne una malattia sconosciuta, che ha portato all’identificazione di un nuovo batterio patogeno, simile allo streptococco, del genere Globicatella. I batteri Globicatella sono piccoli microbi che solitamente possono causare mal di gola, scarlattina, ma anche infezioni necrotizzanti.

Fino a quel momento, erano note solo due specie di Globicatella: sanguinis, che può infettare l’uomo, e sulfidifaciens, che si annida in maiali, mucche e pecore. La notizia del nuovo batterio è stata pubblicata su Cdc Emerging Infectious Diseases.

Qui si legge che è in grado di “causare un’estesa infezione dei tessuti molli e tenosinovite dopo lesioni da morso di gatto”, il primo del suo genere ad aver sviluppato una zoonosi gatto-uomo. “I gatti sono i principali serbatoi di infezioni zoonotiche”, hanno scritto gli autori. “I loro denti lunghi e affilati predispongono a lesioni da morso dei tessuti profondi e l’inoculazione diretta della saliva felina comporta un alto rischio di infezione secondaria“. I patogeni infettanti di solito riflettono la colonizzazione del microbiota orale”, ma è chiaro che c’è molto ancora che non sappiamo”.

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