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Angelica Bove dopo Sanremo 2026: “Mattone è la mia storia, ora voglio suonare ovunque”
Stampa articoloDall’Ariston parte una nuova fase per Angelica Bove. Dopo aver conquistato il Premio della Critica e il premio della Sala Stampa nella sezione Nuove Proposte del 76° Festival di Sanremo con il brano “Mattone”, la cantautrice guarda avanti: più concerti, più band, più identità.
“Quello che mi aspetto da questa estate è tanto live, perché il mio è un disco molto suonato e lo suoneremo e canteremo con la band”, ha dichiarato in conferenza stampa al Teatro Ariston.
“Mattone” come dichiarazione d’identità
Il brano premiato non è soltanto una canzone, ma un manifesto personale. “È la mia storia. La vittoria di ieri sera è un onore, è il primo mattoncino di lavoro insieme con il mio team a questo progetto in cui credo fortemente”, ha spiegato.
Il disco nasce da un percorso interiore preciso. “Un anno fa avevo estrema necessità di trovare la mia identità musicale, avevo bisogno di un faro ed è stato Federico Nardelli. Mi sono sentita al sicuro ed è uscito questo disco. Il filo rosso che univa le demo era la mia vita, ‘io’ a 360 gradi”.
Un progetto che lei stessa definisce “totalmente autobiografico”. La genesi di “Mattone” è legata a una consapevolezza maturata nel tempo: “Mattone è nata perché il filo rosso che univa tutte le demo ero io a 360 gradi. Ci siamo trovati a chiederci cosa mancava: era la parte più importante, quella che mi ha forgiata, la parte più formativa perché il dolore mi ha dato importanti prospettive, ho visto la vita da un altro punto di vista che a 19 anni non avevo considerato. Ho guardato in faccia il dolore e ho visto davanti a me la luce, la bellezza del mio progetto musicale è l’unico spazio in cui mi concedo di esorcizzare il dolore e raccontarmi senza pudore”.
Nessuna rivincita, ma un percorso
Alla domanda se i premi possano rappresentare una rivincita rispetto all’eliminazione nella semifinale di X-Factor nel 2023, Angelica ha risposto con lucidità: “Rivincita è sinonimo di perdere ma io non ho mai vissuto questo sistema come un gioco in cui si vince o si perde ma l’opportunità di promuovere il mio progetto”.
Una visione che racconta maturità artistica e consapevolezza. “Da questa esperienza mi porto dietro la consapevolezza che tutto è buono e che il tempo se usato bene diventa uno strumento importantissimo”.
Un’estate di concerti
Il futuro immediato è chiaro: palco e musica dal vivo. “Quest’estate ci aspettiamo di cantare tanto live, lo suoneremo tanto in giro, non vedo l’ora”.
Per Angelica Bove il Festival non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza. “Mattone” diventa il primo tassello di un progetto costruito con identità, dolore trasformato in narrazione e una visione artistica definita.