Sanremo 2024, con Geolier ha vinto il fandom più potente e non l’esibizione migliore

di Walter Giannò


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La quarta serata del Festival di Sanremo, una di quelle più toccanti ed emozionanti degli ultimi anni, premiata da 11,9 milioni di telespettatori e dal 67,8% di share, si è conclusa con la vittoria di Geolier, accompagnato da Gué, Luchè e Gigi D’Alessio e soprattutto con i fischi dell’Ariston.

Già, perché è doveroso essere obiettivi. Non ha vinto la performance migliore ma quella con il fandom più potente. Successo legittimo, perché il regolamento lo consente, dando il 34% della valenza del consenso al televoto, ma criticabile ugualmente. Ed è anche per questo che difficilmente stasera ci sarà un altro vincitore diverso da Emanuele Palumbo, perché a contare saranno solo i voti da casa.

Eppure, ieri sera ci sono state esibizioni così intense da entrare di diritto nella storia del Festival. Prima tra tutte, quella di Angelina Mango che ha commosso per avere portato sul palco, in maniera eccellente, La Rondine di papà Pino, scomparso l’8 dicembre 2014, quando la figlia aveva appena 13 anni. La cantante di Maratea, infatti, è stata protagonista di una perfomance con tutti gli ingredienti per renderla un capolavoro: qualità del canto, supporto della musica (il Quartetto d’archi dell’Orchestra di Roma), intimità dell’interpretazione (e non poteva essere altrimenti).

Senza non citare altre performance notevolmente poetiche (Mahmood che canta Lucio Dalla con i Tenores di Bitti per omaggiare la terra in cui è nata la madre o il duetto Alfa + Roberto Vecchioni che hanno resa viva la parola emozione), eccellentemente ritmate e sensuali (come quella di Annalisa con La Rappresentante di Lista e il Coro Artemi o di BigMama con Gaia, La Niña e Sissi) o ideologicamente ‘devastanti’ (come quella di Ghali per celebrare l’italiano vero).

Tuttavia, la serata è stata vinta da Geolier con Guè, Luché e Gigi D’Alessio, con Strade e, con tutto il rispetto, di minore intensità rispetto alle precedenti. Dispiace, tra l’altro, che molti napoletani si stiano offendendo per lo stupore espresso da tantissimi sui social media, utilizzando anche a sproposito la parola ‘razzismo‘, accusa che, per smontarla, non c’è neanche bisogno di prenderla in considerazione.

Qui è una questione di merito e il regolamento di Sanremo, nonostante le proporzionalità, dà un’evidente vantaggio al consenso da casa e, quindi, ai cantanti che possono contare su una grossa base di fan, com’è quella di Geolier, che mangia dischi di platino a colazione (e questo è un pregio, sia chiaro).

Però, al Festival di Sanremo dovrebbe essere premiata prima la canzone e poi l’interprete; prima la qualità e poi la quantità; prima la forma e poi la sostanza. Tutte ‘priorità’ che non possono essere assicurate dal gusto condizionato dall’ammirazione a prescindere.

Quindi, complimenti a Geolier per la vittoria – anche molto probabilmente dell’intero Festival di Sanremo, è una questione di ore – ma ritenere che altri l’avrebbero meritata non è un’opinione punibile con il ‘rogo’ appiccato dalla massa. Anche questo fa parte del ‘gioco’.

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