Lorella Cuccarini operata alla tiroide: “Ho scoperto la malattia per caso”

di Manuela Zanni

Lorella Cuccarini ha rivelato di avere avuto un  tumore benigno alla tiroide che è poi stato asportato. Sino a quel momento è sempre stata una persona fortunata e dava per scontato di godere di ottima salute, la sua malattia più grave era stata una banale appendicite. La showgirl  ha raccontato di quando ha affrontato l’operazione alla tiroide,  dichiarando di essere  dimagrita di giorno in giorno, era molto nervosa ed inquieta, lo specialista endocrinologo le disse che si trattava di una Neoplasia o comunemente chiamato tumore.

Lorella Cuccarini: ho scoperto di essere malata per caso

Dal momento in cui si è sottoposta  a quell’operazione la conduttrice vive senza tiroide ed  ha raccontato di quando è andata in visita dallo specialista endocrinologo e per scrupolo stava effettuando una visita di controllo. L’endocrinologo dopo la visita di routine le disse che si trattava di un nodulo alla tiroide, lo spessore era di qualche centimetro e doveva sottoporsi con urgenza a degli accertamenti prima di effettuare l’operazione.

I campanelli d’allarme

Il corpo della showgirl le stava mandando dei segnali preoccupanti, la conduttrice dimagriva giorno dopo giorno, accusava delle strane tachicardie, aveva perennemente le occhiaie e un nervosismo perenne fuori dal normale. Lorella Cuccarini, non sapeva con esattezza a cosa stava andando incontro, doveva, infatti, comprendere il suo corpo. La conduttrice si è sempre vista una donna molto calma, perse la voglia di fare e di stare sempre in movimento, sino a quella visita si era sempre detta di non preoccuparsi, e che doveva essere colpa della fatica.Per questo motivo la conduttrice non aveva dato troppo peso al rigonfiamento visto sulla gola qualche mese prima dell’operazione, l’endocrinologo le parlò di neoplasia che in termine tecnico era inteso come tumore.

L’intervento con la tecnica ago aspirata

Il medico le fissò un secondo appuntamento per la tecnica ago aspirata, infatti in seguito le preleveranno dalla tiroide alcune cellule per riuscire a fare un esame istologico, solo in questo modo riusciranno a capire se si tratta di un tumore maligno. Qualche giorno prima dell’esito dell’esame sia suo marito che i suoi figli erano molto angosciati, la conduttrice ha cercato di sdrammatizzare in tutti i modi possibili.

Il post operatorio

Qualche giorno prima dell’intervento, il medico le disse che il nodulo era benigno, subito la showgirl si sentì rinata, accettò la malattia e cominciò a combatterla per guarire. Dopo l’operazione la conduttrice è rinata, il recupero è stato molto lento, purtroppo ha cominciato ad ingrassare perché le mancava la tiroide, questa è la regola base del metabolismo, mentre il suo battito cardiaco è diventato più basso. La showgirl ha dovuto seguire una dieta ferrea per riuscire a riacquisire i l peso di una volta, dal 2002 ad oggi assume un farmaco, la L-tiroxina sodica, grazie a questo farmaco non ha più nessun disturbo e non ha sentito più alcun sintomo come al principio della malattia.

In cosa consiste la tirodectomia

La tiroidectomia è l’intervento chirurgico di rimozione di tutta o di una parte della tiroide. Può essere eseguita con diverse tecniche, che hanno visto nel tempo una evoluzione verso tecniche sempre meno invasive, trovando espressione massima nella MIVAT, la tiroidectomia mini-invasiva video-assistita. In questo articolo approfondiremo le varie tecniche di tiroidectomia, la rimozione della tiroide, per comprendere quando sono indicate, quali sono le differenze tra loro e il successivo post-operatorio.

La tiroidectomia


La tiroidectomia può prevedere la rimozione parziale della tiroide, salvaguardando in alcuni casi la sua funzionalità. L’intervento chirurgico è sempre indicato in caso di secrezione aumentata, salvo nel caso in cui il paziente abbia un’età particolarmente avanzata o presenti patologie che aumentino sensibilmente il rischio di complicanze. La rimozione completa, tuttavia, causa il cosiddetto ipotiroidismo iatrogeno, in quanto non vengono più prodotti gli ormoni tiroidei: a tal fine, è necessario assumere sostitutivi degli ormoni tiroidei a vita, condizione comunque più controllabile rispetto all’ipertiroidismo.

Le tecniche chirurgiche

Come già accennato, la tiroidectomia può essere eseguita con tecniche diverse, tenendo in considerazione le condizioni di salute del paziente e le caratteristiche della patologia da trattare.

Tiroidectomia tradizionale


La tiroidectomia tradizionale viene eseguita in anestesia generale con taglio secondo Kocher, un accesso alla base del collo, la cervicotomia, superiore ai 10 cm. Questo tipo di soluzione permette l’esplorazione completa della loggia tiroidea, nonché l’eventuale contestuale rimozione delle stazioni linfonodali (in caso di tumore maligno). Il risultato estetico non è gradito, in quanto la cicatrice residua è particolarmente evidente, ma si rende necessaria per le lesioni particolarmente estese.

Il decorso post-operatorio della tiroidectomia

I tempi di recupero del post-operatorio, come già accennato, variano in base alla tecnica utilizzata. A prescindere dalla tecnica, tuttavia, il paziente viene tenuto sotto osservazione per almeno 2 giorni in ospedale, durante i quali si osserva: la funzionalità tiroidea, se la ghiandola è rimossa parzialmente; la presenza di un’ipocalcemia temporanea in caso di tiroidectomia totale, in quanto si rimuovono anche le paratiroidi. In questo lasso di tempo è possibile, inoltre, intervenire in caso di sanguinamento della ferita chirurgica. Nel caso in cui si opti per la rimozione completa della tiroide, come già accennato sarà necessario controllare l’ipotiroidismo che ne consegue, assumendo sostitutivi degli ormoni tiroidei a vita e sottoponendosi periodicamente alle visite di controllo, per valutare ed eventualmente modificare il dosaggio ormonale.


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