L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda: 150 minuti di attività fisica alla settimana

Le attuali linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano di praticare attività fisica per almeno 150 minuti a settimana, scegliendo tra attività fisica moderata o vigorosa. Non vengono invece fornite indicazioni relative alla frequenza dell’attività fisica settimanale.

Ian Janssen, dalla Queens University (Canada), e colleghi hanno studiato 2.324 adulti canadesi che hanno praticato almeno 150 minuti di attività sportiva la settimana, secondo le indicazioni del OMS. Obiettivo: determinare se la quantità e la frequenza dell’attività fisica svolta settimanalmente è associata a fattori di rischio per diabete, malattie cardiache e ictus.

Il team ha determinato che gli adulti che hanno concentrato i 150 minuti di esercizio in alcuni giorni della settimana non sono meno sani rispetto agli adulti che hanno svolto esercizio più frequentemente nell’arco della settimana. “La frequenza di attività fisica settimanale non è associata in modo dipendente con  alla Sindrome Metabolica. Al contrario, il volume settimanale di  attività fisica è fortemente associato alla Sindrome Metabolica.” ha affermato Ian Janssen. Si definisce sindrome metabolica: un insieme di fattori predisponenti che collocano il soggetto in una fascia di rischio elevata per malattie quali: diabete, problemi cardiovascolari, problemi epatici. Per parlare di sindrome metabolica è necessario siano presenti contemporaneamente almeno 3 dei seguenti fattori di rischio.

 FATTORI DI RISCHIO

  • Pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg
  • Trigliceridi ematici superiori a 150 mg/dl
  • Glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl (100 mg/dl secondo l’ADA)
  • Colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nell’uomo o a 50 mg/dl nelle femmine
  • Circonferenza addominale superiore a 102 centimetri per i maschi o a 88 centimetri per le femmine

Il fattore di rischio più importante è rappresentato dal sovrappeso: tanto più il sovrappeso è accentuato, tanto maggiori sono le probabilità di essere colpiti dalla sindrome metabolica. Un eccesso di grasso corporeo, soprattutto sul girovita, porta ad uno squilibrio del metabolismo dei grassi e degli zuccheri, che ha come risultato finale un elevato livello di insulina nel sangue. Questa situazione può causare la comparsa del diabete.

La sindrome metabolica colpisce numerosi adulti al di sopra dei 50-60 anni. Il rischio di sviluppare la sindrome metabolica aumenta con l’età ed è diretta conseguenza di stili di vita errati (alimentazione scorretta, scarsa attività fisica, abuso di alcol e/o droghe).

La maggior parte delle persone con sindrome metabolica non presenta sintomi particolari. E proprio per questo è necessario fare attenzione, onde evitare l’insorgere di gravi patologie (diabete, malattie cardiache, malattie del fegato). Il modo migliore per evitare la sindrome metabolica o contrastarne gli effetti è aumentare l’attività fisica e ridurre il peso corporeo.

Lo studio è stato pubblicato su “Applied Physiology, Nutrition and Metabolism”

 Fonte: Antiaging Club

www.antiagingclub.it