Disturbi e malattie

Suicidio, come riconoscere i segnali di allarme

Il suicidio è la dodicesima causa di morte nel mondo. A livello mondiale si colloca fra le tre principali cause di morte per le persone di età compresa tra i 15-44 anni, insieme agli incidenti stradali e alle malattie cardiovascolari. Questo termine comprende più sfaccettature del darsi la morte. A volte si verifica senza che noi ne avessimo idea, altre volte invece vi sono dei segnali che lasciano poco spazio al dubbio.

Cosa s’intende per suicidio?

Il suicidio comprende più significati. Non sempre questo viene portato a termine, oppure si articola in autolesionismo.

  • Suicidio completato: quando il soggetto ha effettivamente intenzione di morire e riesce a portare a termine il suo piano.
  • Tentativi di suicidio: comportamenti auto-inflitti potenzialmente dannosi che però non conducono ad un esito letale, sebbene l’intenzione del soggetto sia quella di morire.
  • Autolesione: atto deliberato auto-inflitto potenzialmente dannoso a prescindere dal motivo per cui viene messo in atto.

Suicidio: quali sono i segnali d’allarme

Secondo Prevenireilsuicidio.it, vi è una fitta lista di segnali che lasciano intendere che una persona vuole farla finita. Come valutare il rischio del suicidio:

  • Identificare i vari fattori che contribuiscono alla crisi suicidarla;
  • Condurre una valutazione psichiatrica completa, identificando I fattori di rischio e fattori di protezione distinguendo quelli modificabili e quelli non modificabili;
  • Chiedere direttamente sul suicidio;
  • Determinare il livello di rischio: basso, medio, alto;
  • Determinare il luogo e il piano terapeutico;
  • Indagare l’ideazione suicidaria presente e passata così pure intenti, gesti o comportamenti suicidari;
  • Indagare sui metodi usati; determinare il livello di hopelessness, anedonia, sintomi ansiosi, motivi per vivere, abuso di sostanze, ideazione omicida;

Leggi anche: “Giorgia Soleri: “Ho tentato il suicidio”, il racconto drammatico”

Segnali d’allarme

  • Esprimere sentimenti suicidi o riferirsi al tema del suicidio;
  • Disfarsi di cose di valore,
  • Sistemare affari in sospeso,
  • Fare un testamento;
  • Segni di depressione: umore triste, alterazione delle abitudini del sonno e dell’appetito; cambiamento di comportamento(scarso rendimento scolastico o lavorativo);
  • Comportamento ad alto rischio (high-risk behavior);
  • Aumento del consumo di alcol o droghe;
  • Perdita di interesse nell’aspetto esteriore;
  • Isolamento sociale;
  • Sviluppare un piano specifico per il suicidio.

Porre attenzione ai segnali che denotano rischio di suicidio imminente:

  • Parlare del suicidio o della morte
  • Dare segnali verbali come “Magari fossi morto” o “Ho intenzione di farla finita”. Oppure segnali meno diretti come “A che serve vivere?”, “Ben presto non dovrai più preoccuparti di me” e “A chi importa se muoio?”
  • Isolarsi dagli amici e dalla famiglia
  • Esprimere la convinzione che la vita non ha senso e non ha speranza;
  • Disfarsi di cose care;
  • Mostrare un miglioramento improvviso e inspiegabile dell’umore dopo essere stato depresso;
  • Trascurare l’aspetto fisico e l’igiene

Con riferimento, agli anziani, ma non esclusivamente ad essi:

  • Mettere da parte farmaci
  • Comprare armi
  • Esprimere un improvviso interesse oppure perdere un interesse per la religione
  • Trascurare attività quotidiane di routine
  • Fissare un appuntamento medico anche per sintomi lievi

Con riferimento ai giovani ma non esclusivamente ad essi:

  • Cambiamenti di umore improvvisi e cambiamenti di personalità
  • Indicazioni di problemi di salute, escoriazioni, ferite, faccia contusa a causa di abusi o percosse nell’ambito di frequentazioni;
  • Improvviso deterioramento dell’aspetto fisico
  • Autolesionismo
  • Reiterazione di morte e violenza
  • Problemi alimentari associati a cambiamenti repentini di peso (a parte quelli associati a diete sotto controllo medico)
  • Depressione

Leggi anche: “Social network e depressione, un rapporto preoccupante”

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