“Dove ho messo il telefono? Gli occhiali sono spariti… ah no, li ho in testa. Ho appena saltato uno stop?”.Succede più spesso di quanto si pensi. Se c’è un bambino in arrivo e la mente sembra andare a rilento, non è distrazione casuale. È una condizione comune e riconosciuta. La sensazione di confusione, dimenticanze frequenti […]
Linguaggio dei neonati, come interpretarlo correttamente
Stampa articoloQuello dei neonati è un linguaggio fatto per lo più di gesti e di pianti, ed è proprio attraverso il pianto che il bambino riesce a comunicare al genitore esigenze e necessità, ma sta alla mamma e al papà cercare di comprenderlo per capire esattamente di che cosa ha bisogno il proprio figlio in un determinato momento.
All’inizio ovviamente è tutto nuovo, tutto più complicato, ma mano diventa più semplice capire anche soltanto attraverso il pianto dei neonati, quale sia la necessità del caso o il problema da risolvere, perché molto spesso più che una richiesta è la comunicazione di un disagio.
Neonati che piangono, cosa significa
C’è sempre un motivo e una giustificazione per il pianto, ed è importante cercare di capire di volta in volta quale sia la necessità del nostro piccolo. La fame, per esempio, di solito si manifesta con un pianto insistente e incessante: in questi casi il bambino tende a tenere le mani chiuse stringendo i pugni. Il pianto è anche sinonimo di stanchezza e di sonno, è un pianto lamentoso che somiglia a una vera e propria cantilena. Ma per fortuna da lì a poco il bimbo dovrebbe dormire.
I neonati però piangono anche per noia e coliche, nel primo caso tendono a piagnucolare per una chiara richiesta di attenzioni, nel secondo caso invece, molto diffuso soprattutto durante i primi mesi di vita del bambino, il pianto tende a presentarsi verso sera, è continuo e costante e difficile da calmare. In caso di coliche, inoltre, i bambini tendono a rannicchiarsi portando le ginocchia verso l’addome.
Il linguaggio del corpo
Come gli adulti i neonati comunicano anche con il corpo, tutti piccoli gesti a cui un genitore dovrebbe prestare attenzione fin da subito. Cominciamo dagli occhi, che servono proprio per comunicare sonno e stanchezza quando sono arrossati ma anche quando sono letteralmente sbarrati. I bambini piccoli tendono a comunicare il sintomo della fame increspando le labbra e arricciando la lingua sui lati, oppure portando le mani alla bocca. Quando invece agitano le braccia molto velocemente è probabile che ci sia un problema e che il piccolo avverta dolore da qualche parte. Le smorfie, infine, possono esplicitare un fastidio o un disagio, sta al genitore capire di che si tratta esattamente.
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