Dal palcoscenico di Spongebob al teatro per bambini

di francesca


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Proprio uno degli episodi di quest’ultimo Dvd vedrà il protagonista Spongebob, la famosissima spugna che vive nell’oceano a Bikini Bottom, alle prese con un importante discorso e la paura del palcoscenico si fa sentire! Per i più piccoli, ma anche per gli adulti, il “palcoscenico” inteso come teatro può essere però un mezzo di espressione e condivisione dai molti vantaggi. Se per i bambini può costituire uno strumento di scoperta di sé e dell’altro, per i più grandi può costituire invece uno spazio per se stessi, una pausa creativa dalla routine quotidiana spesso frenetica. Ne abbiamo parlato con Helga Dentale dell’Associazione Culturale Allegramente, operante a Roma e attiva da più di dieci anni nel campo della formazione teatrale. Helga Dentale, insegnante di teatro ed ideatrice del metodo “Teatro in gioco”, è anche autrice del libro Io racconto… tu ascolti… insieme giochiamo!

Il teatro non è solo una forma di intrattenimento: per i bambini può avere anche una funzione di scoperta e sperimentazione. In che modo?

Il teatro non è assolutamente solo una forma di intrattenimento. Storicamente, il teatro nasce dal rito, dall’esigenza dell’uomo di comunicare, condividere, esprimere emozioni e pensieri. Il teatro è per sua stessa natura un linguaggio che coinvolge i nostri strumenti espressivi: voce, corpo, emozioni. E’ in questo modo, guardando al teatro nella sua globalità e valenza educativa, che diviene uno strumento di scoperta per i bambini. Strumento per esplorare e sperimentare, per contattare creativamente le nostre potenzialità espressive.

In che modo fare teatro può aiutare i bambini a superare delle difficoltà particolari, come l’insicurezza o la timidezza?

In un laboratorio teatrale, in un clima di fiducia privo di giudizio, il bambino si sente libero di esprimersi, di sperimentare. Mettendo in campo i propri strumenti espressivi, corpo voce emozioni, i bambini imparano a comunicare e a relazionarsi con più sicurezza, creatività, fantasia. Il teatro è un lavoro che coinvolge direttamente il sé e il rapporto con gli altri: in un percorso teatrale si lavora sull’individualità (tenendo sempre presente l’unicità di ogni bambino) e sul gruppo (quindi sulla relazione, sulla gestione dei ruoli, sulla possibilità di negoziare e di trovare una soluzione comune). Questo lavoro espressivo permette ai bambini più timidi di sentirsi più sicuri, e permette ai bambini più aggressivi di trovare modalità di comunicazione più sane e aperte alla cooperazione.

Quali sono in particolare i corsi offerti dall’Associazione Culturale Allegramente? In concreto, quali attività svolgete?

La nostra struttura, l’Associazione Culturale Allegramente, si occupa da più di dieci anni di formazione teatrale. Portiamo il teatro nelle scuole con i laboratori rivolti ai bambini. Ma da diversi anni puntiamo molto anche sulla formazione degli insegnanti e degli operatori teatrali: formare gli adulti per educare i bambini. Sommando elementi-chiave quali passione, studio, esperienza sul campo, nel corso degli anni è nato il nostro metodo di pedagogia teatrale Helga Dentale -Teatro in Gioco. Applicando questo metodo operativo svolgiamo i nostri corsi di formazione per insegnanti e i laboratori teatrali per bambini: si tratta di un ricco percorso didattico formato da attività espressive e sensoriali, giochi teatrali con il corpo e la voce, percorsi di alfabetizzazione emotiva, giochi di costruzione del personaggio teatrale, movimento creativo, fiabe interattive. Le attività proposte cambiano in base all’età dei bambini: con i bambini della scuola dell’infanzia il laboratorio teatrale è soprattutto uno spazio di gioco e narrazione. E’ lo spazio dell’atmosfera fantastica in cui mettere in pratica il gioco simbolico, il “faccio finta che…” E’ soprattutto il luogo delle fiabe interattive da drammatizzare, danzare, vocalizzare. Percorso che ha trovato forma scritta nel mio libro di fiabe interattive Io racconto… tu ascolti… insieme giochiamo!. Con i bambini più grandi, della scuola primaria, nel laboratorio arriviamo anche a lavorare sui personaggi teatrali e a creare uno spettacolo tutti insieme, ma solo come conclusione espressiva del percorso didattico, non come obiettivo primario del laboratorio.  Insomma, i laboratori teatrali si strutturano attraverso tante attività che vengono proposte ai bambini come un grande gioco da esplorare con curiosità e piacere. Partiamo dal principio: giocando si impara. Conosciamo tutti l’importanza del gioco come strumento di conoscenza ed apprendimento per il bambino. Attraverso il gioco si cresce, si impara, si acquisiscono nuove conoscenze. I nostri percorsi vengono condotti in modo strutturato ma informale; l’operatore teatrale è sempre pronto a mettersi in gioco insieme ai bambini; il teatro è un gioco divertente e coinvolgente, non è e non dovrebbe essere vissuto come una disciplina formale e accademica, soprattutto con i bambini.

Il teatro può essere usato anche nelle scuole con uno scopo più educativo? 

Il teatro, a scuola, è un efficace strumento educativo. Molte scuole hanno scelto di inserire nel programma didattico anche l’attività teatrale, ovviamente condotta da esperti. L’utilizzo del linguaggio teatrale come strumento pedagogico ha un senso molto chiaro: fare teatro è una palestra educativa che permette al bambino di allenare creatività e fantasia, potenziare e favorire la cooperazione e la relazione, stimolare uno sviluppo sano della sfera emotiva.

Il teatro può essere “terapeutico” anche per gli adulti?

Il teatro è terapeutico anche per gli adulti: uso il termine terapeutico non per esprimere una patologia da curare (che riguarda altri ambiti più specifici come il teatro terapia ). Il teatro è terapeutico perché permette anche all’adulto di esprimersi liberamente e creativamente. In una società così frenetica credo che prendersi un tempo personale, creativo e piacevole, sia fortemente gratificante e quindi terapeutico. Molti adulti si accostano ad un corso di teatro non per diventare attori professionisti ma per dedicarsi uno spazio espressivo personale e per condividere, nel lavoro gruppale, queste scoperte. In conclusione, molto semplicemente: fare teatro fa davvero bene!

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