Psicologia canina: la seconda lezione con l’educatore cinofilo

di francesca


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La svolta nel pensiero cinofilo arriva con il riconoscimento al cane di una psicologia propria, cosa che idealmente possiamo far coincidere con la pubblicazione in Italia nei primi anni ‘80 di un libro fondamentale: “PSICOLOGIA CANINA” di William Campbell.

COSA VUOL DIRE EDUCARE UN CANE?

Praticamente quello che si afferma definitivamente è la capacità e possibilità del cane di RAGIONARE.  Questo implica in maniera direttamente consequenziale un cambiamento nelle modalità di approccio didattico ponendo le basi di quello che, di fatto, è o dovrebbe essere l’EDUCAZIONE.

In questo modo, il cane non dovrà subire in maniera passiva l’intervento dell’addestratore, ma parteciperà in maniera attiva e consapevole, elaborando delle informazioni e riproponendo in forma di comportamento le azioni risultate più adeguate.

In altre parole tutto questo significa che il CANE E’ IN GRADO DI APPRENDERE!

COME SI FA A EDUCARE?

Alla luce di quest’acquisizione, s’impone di organizzare un metodo che garantisca al cane la sua “conquista”.

Quando si educa un cane, lo stimolo non determina in maniera pressoché meccanica e univoca la risposta, ma funge da ATTIVATORE, motivando il cane a fare qualcosa.

Se l’azione non risulterà adeguata alla sua nuova dimensione di membro del branco-famiglia, gli verrà negato il raggiungimento dell’obiettivo (mancata gratificazione).

Se lo stimolo risulterà realmente coinvolgente a livello motivazionale, il cane sarà così spinto a provare qualcosa di alternativo.

Se questa nuova azione sarà ritenuta idonea, il cane avrà accesso all’obiettivo (concessa gratificazione).

La concessa gratificazione in termini cinofili viene chiamata RINFORZO POSITIVO che può essere rappresentato dall’attivatore stesso (molto frequentemente un bocconcino premio), ma alternativamente, e con una frequenza variabile, un gioco o la semplice manifestazione di apprezzamento con lodi e carezze.

Il cane apprenderà così la modalità per raggiungere l’obiettivo, memorizzerà l’azione che entrerà così nel suo bagaglio di comportamenti appresi  come utili.

Michele Raffaelli.
Dottore in Scienze del Comportamento Animale.
Educatore Cinofilo e Consulente Comportamentale.
Responsabile Education PetPRO.
www.petpro.it

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