I bisogni del cucciolo: bau… dove la faccio?

di francesca


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Un altro fronte importante è quello dell’educazione al luogo dei bisogni, ovvero il corretto comportamento eliminatorio.

Nel cucciolo giovane la capacità di controllo dell’evacuazione è molto limitata a fronte di un’elevata frequenza del bisogno. Gli interventi correttivi nei confronti dell’incidente “già avvenuto” sono spesso maldestri, frequentemente responsabili di suscitare un quadro ancor più confusionale che può tradursi addirittura nel convincere il cucciolo di non fare i bisogni in presenza del proprietario e quindi nemmeno durante le passeggiate, salvo poi farli di nascosto in casa o  proprio quando è solo.

Viceversa sarà molto utile intervenire tempestivamente quando il cucciolo dichiara l’intenzione di voler espletare i bisogni. In questo senso siamo facilitati dal sapere che si possono individuare un certo numero di situazioni dopo le quali il cucciolo è stimolato: risveglio, pasti, gioco. Inoltre, osservando il cucciolo, saremo presto in grado di riconoscere alcuni comportamenti che preludono l’espletazione del bisogno: tipico è l’assumere una posizione accosciata e la rotazione su se stessi.

  • In queste situazioni dobbiamo essere preparati a indirizzare fisicamente il cucciolo nel luogo adibito e, nel caso dell’osservazione dei segnali premonitori, bloccarlo semplicemente sollevandolo e lì trasportalo.
  • Il buon esito, vuoi organizzato, vuoi casuale, va sempre connotato positivamente con un rinforzo.
  • Inoltre, qualora i bisogni siano fatti all’esterno, mai imporre il rientro immediatamente dopo. Questo potrebbe risultare penalizzante e indurre il cane a trattenersi perché ha stabilito un’associazione sgradevole: bisogni fatti = rientro.
  • Quindi, meglio far passare un po’ di tempo, magari premiandolo con un momento di gioco.

In riferimento anche a questo problema, ritengo sia controindicato il consiglio ti tenere isolato il cucciolo in casa fino al completamento del ciclo vaccinale. Questo perché, come detto, il cucciolo sta attraversando un periodo fondamentale per la sua formazione caratteriale e sociale, che dovrebbe essere arricchito dall’esposizione al maggior numero di stimoli possibili, potendo sfruttare una sua irripetibile disponibilità e ricettività.

Per quanto riguarda l’aspetto sociale, la mancanza di possibilità relazionali crea i presupposti per un eventuale deficit che potrebbe rivelarsi molto significativo per il corretto sviluppo sociale.

Il mio consiglio è di individuare una zona, che potrebbe essere, per esempio, il giardino condominiale, che offra la possibilità d’incontro/confronto con altri cani della cui situazione sanitaria siamo sicuri. L’uso della traversina, come luogo dove indirizzare e localizzare l’espletamento dei bisogni in casa, andrebbe a mio avviso limitato nel tempo e reso accessorio.

Michele Raffaelli.
Dottore in Scienze del Comportamento Animale.
Educatore Cinofilo e Consulente Comportamentale.
Responsabile Education PetPRO.
www.petpro.it

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