Giochi e giocattoli per cani: come sceglierli e quali acquistare?

di francesca


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IL MIO BOB HA VOGLIA DI DIVERTIRSI E OGNI SETTIMANA GLI FACCIO UN REGALINO DIVERSO…MA LUI SI STUFA SUBITO DI GIOCARE CON IL NUOVO GIOCO, NON NE GUARDA PIU’ NESSUNO…COME MAI?…COSA DEVO FARE?

Il capitolo giochi sarebbe davvero infinito, ma qui trattiamo le due macro categorie da cui poi derivano quasi tutti i giocattoli in commercio: i giochi di riporto e i giochi di presa.

Entrambe sono suscitate dalla pulsione predatoria comune a tutti i cani e, in particolare, ai cuccioli. Tuttavia, a seconda delle attitudini e delle caratteristiche caratteriali della razza o del singolo soggetto, potremo preferire giochi di riporto piuttosto che di presa.

Se il nostro cane prova piacere nell’inseguire un oggetto in movimento, la pallina fa al caso nostro. Sarebbe opportuno averne almeno due e delle giuste dimensioni. Due palline tipo Tennis vanno benissimo, i colori non sono importanti, di più i materiali e le consistenze. Soprattutto se cucciolo più cose potrà sperimentare e meglio sarà.

Se, invece, al nostro cane piace usare la bocca, ha una vocazione al morso e nel contendere la “preda conquistata” sarà meglio indirizzarci su un gioco come il manicotto o il nodo, da mordere, masticare e ingaggiare una sorta di tira-molla. In questo caso è importante che il cucciolo abbia acquisito il comando LASCIA! in modo da esercitare un reale controllo sulla dinamica del gioco prevenendo pericolose manifestazioni di eccessiva attivazione del cane che potrebbero portare a comportamenti non consoni!

ATTENZIONE!!! Entrambe queste tipologie di giochi devono essere correttamente gestiti per non sfociare in giochi di possesso che non saranno affatto divertenti e controproducenti a livello educativo! Non sottovalutiamo il valore del gioco e impariamo a conoscerlo e sfruttarlo al meglio con l’aiuto di libri ed educatori professionisti. Ricordiamo sempre che il gioco è il contesto motivazionale più proficuo per l’apprendimento oltre a porre le basi per un rapporto positivo e corroborante del binomio cane-proprietario. In questo modo anche l’esercizio diventerà motivo di piacere e l’accesso al gioco un valido rinforzo positivo.

Il gioco implica collaborazione ed interazione e non si dovrebbe lasciare a disposizione tutti i giochi al nostro cane senza la nostra supervisione e il nostro coinvolgimento: rischiamo infatti che il cane perda interesse per i giochi sempre disponibili che escludono la nostra partecipazione, mettendoci nella condizione di comprarne uno nuovo a settimana perché quello vecchio non viene più considerato, salvo poi verificare che anche il nuovo acquisto in un lasso di tempo più o meno breve perde il suo potenziale di interesse.

Avremo così mille giochi inutilizzati e rischiamo soprattutto che il cane perda interesse in noi poiché non abbiamo saputo sfruttare una delle armi educative e relazionali più valide del nostro repertorio. I giochi sono belli se si fanno in due! Noi dovremo, comunque, esserne gli ispiratori, il centro dell’attenzione, il riferimento, mentre l’oggetto, pallina – od altro che sia – solo uno strumento.

AUTORE:
Michele Raffaelli
Dottore in Scienze del Comportamento Animale
Educatore Cinofilo e Consulente Comportamentale
Responsabile Education PetPRO

REDAZIONE:
PetPRO Professional City Pet Services
www.petpro.it
info@petpro.it

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