Nuovo allarme Covid, la variante Eris infetta i polmoni: quali sono i sintomi

di Romina Ferrante


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Se la variante Pirola aveva destato preoccupazioni, risultando poi meno infettiva del previsto, la nuova variante Covid EG.5, nota come Eris, rischia di diventare un serio problema.

Una nuova ricerca pubblicata sulla piattaforma bioRxiv ha, infatti, portato alla luce informazioni cruciali sulla nuova variante, che si sta diffondendo vertiginosamente in tutto il mondo e sta crescendo anche in Italia, dove, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, avrebbe già causato il 25,8% dei contagi a metà agosto.

La ricerca

Lo studio, condotto dall’Università di Tokyo, ha rilevato, attraverso esperimenti condotti sui criceti, che questa variante avrebbe una maggiore capacità di infettare i polmoni, con il risultato che su alcuni pazienti il Covid-19 potrebbe avere manifestazioni più gravi rispetto ai mesi scorsi.

Al momento si tratta solo di un’ipotesi che richiede ulteriori studi e conferme. A inizio agosto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva escluso che Eris comportasse rischi aggiuntivi rispetto ad altre varianti in circolazione, ma aveva evidenziato un possibile aumento dei contagi.

E in effetti nelle ultime settimane si è assistito a livello globale a un innalzamento dei casi Covid-19, a partire dall’Estremo Oriente fino all’Europa, con un rialzo del 39% rispetto al mese precedente.

Nel nostro Paese, in base all’ultima rilevazione dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), tutti gli indicatori stanno registrando un aumento significativo. I casi positivi sono aumentati del 28,1%, i decessi del 47,7%, e il tasso di positività ai tamponi è salito dell’1,3%. Al momento per fortuna non risultano segnali di sovraccarico ospedaliero.

I sintomi della variante Eris

Anche sui sintomi associati alla variante Eris attualmente non ci sono dati definitivi. Secondo i medici i sintomi più frequenti sono quelli lievi e più comuni del Covid-19 come il mal di gola, la tosse, la congestione nasale e la rinite. Molte persone hanno riferito di aver scambiato i sintomi del Covid per una mera allergia.

Nonostante ciò, è di fondamentale importanza continuare a tenere sotto controllo la situazione perché Eris è diventata la variante dominante e rischia di avere un impatto maggiore sui polmoni e il sistema respiratorio.

Altri sintomi presenti in passato, invece, come la perdita del gusto e dell’olfatto, i sintomi gastrointestinali (nausea, vomito e diarrea) e la sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini (MIS-C) sono oggi meno diffusi nella popolazione.

Come ha dichiarato William Schaffner, MD, professore di medicina preventiva e malattie infettive presso il Vanderbilt University Medical Center di Nashville “l’impatto maggiore di questo virus è sul tratto respiratorio, in particolare sui polmoni, e i polmoni possono rispondere solo in un certo numero di modi”.

I casi Covid in aumento riaccendono i riflettori sull’importanza della vaccinazione, che rimane uno strumento fondamentale per proteggere la salute pubblica, per frenare la diffusione del virus e mitigare l’impatto delle nuove varianti. Recentemente, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha dato il via libera al vaccino aggiornato XBB.1.5 di Pfizer e BioNTech, progettato per proteggere dalle varianti, inclusa Eris. Questo vaccino è destinato a persone anziane, ad elevato rischio e agli operatori sanitari ed è atteso per ottobre.

Foto da depositphotos.com

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