Esercizi di resistenza: alleati preziosi contro l’Alzheimer

di Romina Ferrante


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L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta di una patologia caratterizzata da una progressiva perdita di memoria e delle funzioni cognitive, che può avere un impatto devastante sulla vita di coloro che ne sono affetti, così come sui loro familiari e caregiver.

Si tratta di uno dei mali del nostro secolo, la malattia silenziosa, che colpisce in Italia il 5% della popolazione con età superiore ai 60 anni e per cui al momento non esiste una cura.

L’aspettativa media di vita delle persone affetta da Alzheimer dal momento della diagnosi è di circa 8 anni, anche se la forbice può oscillare tra i 4 e i 20 anni in base a diversi fattori.

Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che l’esercizio fisico, in particolare gli esercizi di resistenza, oltre a un’alimentazione sana, possano rappresentare un alleato prezioso nella lotta contro questa malattia.

L’importanza degli esercizi di resistenza

Gli esercizi di resistenza non sono altro che degli allenamenti con i pesi o di sollevamento pesi, che coinvolgono il lavoro dei muscoli di tutto il corpo attraverso la resistenza fornita da pesi o macchine.

Questo tipo di allenamento mira a migliorare la forza muscolare, la resistenza fisica e la massa muscolare, ma apporta anche innumerevoli benefici per la salute cerebrale.

Uno recente studio, condotto presso l’Università della Columbia, ha rivelato che l’esercizio di resistenza può svolgere un ruolo significativo nella prevenzione e nel ritardo della progressione dell’Alzheimer.

I ricercatori hanno scoperto che gli esercizi di resistenza possono aumentare i livelli di una proteina chiamata BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) nel cervello. Il BDNF svolge un ruolo chiave nella sopravvivenza e nella crescita delle cellule cerebrali, favorendo la formazione di nuove sinapsi e migliorando la comunicazione tra i neuroni. Un aumento dei livelli di BDNF può favorire la formazione di nuove connessioni neurali, proteggere le cellule cerebrali dall’atrofia e promuovere la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di adattarsi e modificarsi.

Oltre a stimolare la produzione di BDNF, l’esercizio di resistenza può anche migliorare la circolazione sanguigna nel cervello. Durante l’allenamento, il flusso sanguigno aumenta, fornendo ossigeno e nutrienti essenziali alle cellule cerebrali. L’esercizio di resistenza regolare può aumentare il flusso sanguigno cerebrale e migliorare la funzione cognitiva in individui anziani.

Inoltre, gli esercizi di resistenza possono contribuire a ridurre il rischio di malattie come il diabete e l’ipertensione, fattori di rischio noti per l’Alzheimer. Mantenere un cuore sano e un sistema cardiovascolare efficiente è fondamentale per garantire un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti al cervello.

Sempre recentemente sono state pubblicate sulla rivista “Frontiers in Neuroscience” le evidenze di alcuni esperimenti condotti su topi geneticamente modificati e portatori di una mutazione responsabile dell’accumulo di placche di beta-amiloide nel cervello, caratteristica fondamentale del morbo dell’Alzheimer.

I topi sono stati addestrati per quattro settimane e dalle analisi sui campioni di sangue è emerso che l’allenamento di resistenza aveva protetto il sistema nervoso nei ratti che si esercitavano, con livelli plasmatici di corticosterone, l’ormone dello stress nei ratti, nella norma e una minore formazione di placche di beta-amiloide.

Non esistendo al momento una cura definitiva contro questa malattia degenerativa, è di fondamentale importanza puntare sulla prevenzione. Gli esercizi di resistenza possono offrire un valido aiuto per preservare la salute cerebrale e ritardare la progressione della malattia, anche se vanno praticati sempre in modo sicuro e appropriato, con l’accompagnamento di un professionista qualificato. È consigliabile iniziare con un programma di allenamento personalizzato, tenendo conto delle condizioni fisiche e dei limiti individuali.

Incorporare un allenamento di resistenza nella propria routine di fitness può essere un investimento prezioso per un futuro più sano e cognitivamente attivo.

Foto da depositphotos.com

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