Benessere

Aniridia, cosa succede alla vista quando manca l’iride?

L’aniridia è una rara condizione oculare congenita che comporta l’assenza totale o parziale dell’iride, la parte colorata dell’occhio.

Questa struttura non ha solo una funzione estetica, ma regola anche la quantità di luce che entra nell’occhio, proteggendo la retina e garantendo una visione ottimale.

Gli esperti di Clinica Baviera, leader in Europa nel settore dell’oftalmologia, spiegano che senza iride la luce entra senza controllo nel bulbo oculare, causando diversi problemi visivi.

In alcuni casi, la patologia può essere ereditaria e legata a mutazioni genetiche, in particolare del gene PAX6. Se uno dei genitori ha questa mutazione, la probabilità di trasmissione ai figli è del 50%.

Tuttavia, l’aniridia può anche svilupparsi spontaneamente durante la gestazione o essere conseguenza di traumi o interventi chirurgici complessi.

Le conseguenze visive dell’aniridia

L’assenza dell’iride provoca un’elevata sensibilità alla luce (fotofobia), con difficoltà a gestire ambienti luminosi e necessità di protezione con occhiali da sole o lenti colorate. Inoltre, la luce non filtrata può ridurre l’acuità visiva, rendendo difficile la messa a fuoco e la percezione chiara degli oggetti.

Tra gli altri disturbi associati all’aniridia vi sono il nistagmo, ossia movimenti involontari degli occhi, e lo strabismo, che altera l’allineamento oculare e la stabilità visiva. Questa condizione aumenta il rischio di sviluppare patologie oculari gravi come glaucoma, cataratta e distrofie corneali, che compromettono ulteriormente la qualità della vista.

Inoltre, le persone affette da aniridia spesso presentano ipoplasia della fovea, che riduce la capacità di percepire i dettagli, e difetti di rifrazione come miopia, ipermetropia o astigmatismo.

Impatto estetico e difficoltà quotidiane

Oltre ai problemi visivi, l’aniridia può avere un impatto estetico significativo: l’assenza della colorazione dell’iride rende l’occhio scuro o sfocato, con una pupilla ingrandita che può attirare l’attenzione degli altri.

Questo può influire sull’autostima e sulle interazioni sociali, causando insicurezza o disagio. Le persone affette possono sviluppare ansia sociale o evitare determinati contesti per timore di essere osservate.

Per migliorare l’aspetto dell’occhio esistono lenti a contatto con iride artificiale o impianti chirurgici che ne simulano l’aspetto naturale.

Anche la vita scolastica e lavorativa può risultare complessa: l’ipovisione e la necessità di condizioni luminose adeguate possono rendere difficoltoso l’apprendimento o l’uso di dispositivi elettronici. Adattare gli ambienti e fornire supporti adeguati è essenziale per favorire l’inclusione.

Secondo il dott. Sergio Ares di Clinica Baviera, la diagnosi precoce e il giusto supporto medico ed emotivo permettono alle persone con aniridia di gestire la condizione e condurre una vita attiva e soddisfacente.

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