Cosa sono le stimolazioni transcraniche a cui si sta sottoponendo Fedez?

di Redazione


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In un’intervista al Correre della Sera, rilasciata dopo il ricovero d’urgenza per due ulcere che gli hanno causato un’emorragia interna, Fedez ha parlato dei problemi di salute mentale, che sta affrontando anche attraverso il ricorso alle stimolazioni transcraniche.

Il rapper ha confidato di essere seguito sia da uno psicoterapeuta che da uno psichiatra e di aver fatto ricorso a diverse terapie per la cura della depressione acuta.

Cosa sono?

Tra queste ci sono, appunto, le stimolazioni transcraniche, definite dallo stesso Fedez delle “scosse elettromagnetiche al cervello“, “non certo piacevoli”. Ma di cosa si tratta di preciso? Il termine tecnico è “Stimolazione transcranica a corrente diretta” (transcranial Direct Current Stimulation – tDCS). Rientrano nei casi di neuromodulazione cerebrale, di cui fanno parte tutte quelle tecniche di stimolazione che modificano l’attività dei circuiti cerebrali.

Come si fanno e a cosa servono?

Per farle, si utilizza un piccolo dispositivo, che trasmette una scarica elettrica di bassissima intensità (1-2 milliAmpere), attraverso due elettrodi formati da spugne che si applicano sulla testa. La corrente, che passa da un elettrodo all’altro in modalità continua, influenza l’attività elettrica dei circuiti cerebrali che incontra nel suo tragitto.

Le stimolazioni trasncraniche hanno una funzione neuromodulatrice: servono, cioè, a modulare la parte sinistra del cervello, ritenuta ipoattiva dagli studi sulla depressione. Risiederebbero in questa parte gli squilibri più evidenti, che portano a sbalzi di umore. La tecnica viene principalmente utilizzata per disturbi di ansia, dolore cronico e riabilitazione post-ictus. In associazione alla psicoterapia, può aiutare anche nella depressione.

Fedez
Fedez

I dispositivi utilizzati sono di ultima generazione e “programmati” per tempo e intensità. Ci sono centri europei in cui vengono concessi anche per eseguire la terapia in modo autonomo. Rimanendo nell’ambito della terapia, si esegue attraverso cicli e la durata si stabilisce in corso di diagnosi. Sono stati registrati buoni effetti sugli stati d’ansia e, in generale, su disturbi mentali che richiedono un approccio integrato.

Quali sono gli effetti collaterali?

Non sono stati registrati effetti collaterali. Se presenti, sono lievi. Tra quelli citati dall’Università Cornell vi sono “leggero prurito, formicolio, o sensazione di bruciore sotto gli elettrodi”, che svaniscono pochi minuti dopo il trattamento.

Tra gli altri possibili effetti collaterali anche mal di testa, vertigini e lieve affaticamento. Citati in letteratura scientifica anche la nausea – dipendente dal posizionamento degli elettrodi – e la visione di lampi di luce. In genere si raccomanda di evitare il trattamento alle persone che soffrono di epilessia e convulsioni.

La tDCS non è invasiva ed esistono diversi studi sulla sua efficacia nella cura della depressione, sebbene ancora la letteratura in tal senso non sia corposa come quella dedicata ad altre tecniche di neuromodulazione più invasive come la stimolazione magnetica ripetititiva o la TEC.

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