La Salpingectomia per non avere figli “metodo estremo e irreversibile”

di Redazione

Ha fatto molto discutere la scelta della 28enne Francesca Guacci di sottoporsi alla salpingectomia bilaterale così da non ‘rischiare’ di restare incinta.

Intervistata da Il Gazzettino, la ragazza (a destra, nella foto) ha spiegato che “i figli non sono semplicemente un accessorio: meritano amore, tempo, attenzioni. Per la vita che voglio io, non c’è posto per loro. Sono consapevole dei miei gusti e del mio egoismo, ma al tempo stesso credo che ogni donna debba essere libera di prendere la scelta che ritiene più opportuna. Ogni decisione porta con sé una responsabilità. Non credo che mi pentirò mai. E, se anche dovesse accadere, penserò alla fecondazione in vitro“.

Sull’argomento DonnaClick ha intervistato Daniela Gallano (a sinistra, nella foto), medico chirurgo, specializzata in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Responsabile del Centro PMA di IVI Roma, istituto che si occupa di Medicina Riproduttiva con oltre 65 cliniche in tutto il mondo.

Francesca Guacci, 28 anni, ha raccontato di essersi sottoposta alla salpingectomia bilaterale. Di cosa si tratta? Ed è pericolosa?

“Si tratta di un intervento chirurgico di rimozione di una o entrambe le tube di Falloppio, cioè i condotti che mettono in comunicazione le ovaie con l’utero e rappresentano il luogo in cui avviene l’incontro tra l’ovulo e lo spermatozoo. Trattandosi di un intervento chirurgico, bisogna considerare i margini di rischio associati ad esempio ad anestesia, infezioni o altre complicazioni”.

La ragazza ha raccontato di avere deciso di sottoporsi alla salpingectomia per non avere figli ma è il modo giusto? Ed è etico per i medici?

“Più che giusto o sbagliato parlerei di scelta di un metodo estremo e con conseguenze definitive sulla sfera riproduttiva dell’individuo. Attualmente abbiamo a disposizione una variante di metodi anticoncezionali sicuri e che offrono il vantaggio di non essere irreversibili che si possono consigliare ai pazienti che hanno deciso di non voler figli. Se non siamo in presenza di malattie, non è un intervento salvavita e ci sono alternative valide da suggerire, ritengo sia giusto che il medico agisca in scienza e coscienza”.

Franceca Guacci ha anche rivelato che, se un giorno si dovesse pentire, ricorrerebbe alla fecondazione in vitro… che ne pensa di questa ‘scappatoia’?

“Ritengo che pensare di ricorrere alla fecondazione in vitro considerandola come ‘scappatoia’ a seguito di un intervento di questo tipo significa non conoscere l’argomento. Tutta la procreazione medicalmente assistita porta con sé un forte impatto psicologico ed emotivo che i pazienti vengono chiamato ad affrontare, motivato dal forte desiderio di genitorialità. Farlo successivamente a una decisione del genere avrebbe importanti ripercussioni sulla sfera emozionale della paziente, che potrebbe non trovarsi nello stato d’animo migliore per affrontare il percorso”.

Cosa consiglia alle donne che decidono di non volere figli e non vogliono rischiare che accada?

“Non consiglierei la strada dell’intervento in quanto oltre ad essere un’operazione chirurgica che ha dei possibili margini di rischio è anche una scelta irreversibile con conseguenze definitive e con inevitabili effetti psicologici. Informerei invece sui grandi passi in avanti fatti dalla medicina sui metodi contraccettivi esistenti, sicuri e meno radicali”.

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