28enne decide di farsi asportare entrambe le tube: “Non voglio figli”

di Redazione

Francesca Guacci è una donna di 28 anni che ha raccontato di essersi sottoposta a un intervento di salpingectomia bilaterale così da non potere più restare incinta.

La 28enne, fitness influencer, originaria di Massanzago (Padova), intervistata da Il Gazzettino, ha racontato: “Ho scoperto che esisteva questa possibilità quando ero adolescente e gran parte delle conoscenze le ho apprese attraverso il web, perché i medici sono sempre stati poco predisposti. Anche dopo il compimento della maggiore età, mi sono sentita contrastata. Il mio ginecologo e i vari dottori ai quali mi sono rivolta non volevano fornirmi le informazioni necessarie, pareva sempre che fossi troppo piccola e troppo immatura. Solo per quello però. Per tutto il resto ero una donna fatta e finita, che doveva prendersi le proprie responsabilità”.

Cos’è la salpingectomia bilaterale

La salpingectomia è un’operazione chirurgica che consiste nell’asportazione delle salpingi, ossia delle tube uterine. Monolaterale se prevede l’asportazione di una sola tube di Falloppio, bilaterale se entrambe.

L’asportazione di entrambe le tube comporta l’impossibilità di gravidanza naturale con serie ripercussioni sulla fertilità femminile.

La salpingectomia, come spiegato su My-Personaltrainer.it, richiede una preparazione specifica (digiuno, smettere di fumare, interruzione di terapie anticoagulanti, ecc.) e impone il ricorso all’anestesia generale.

La motivazione

Francesca Guacci ha spiegato che “i figli non sono semplicemente un accessorio: meritano amore, tempo, attenzioni. Per la vita che voglio io, non c’è posto per loro. Sono consapevole dei miei gusti e del mio egoismo, ma al tempo stesso credo che ogni donna debba essere libera di prendere la scelta che ritiene più opportuna”.

“Ogni decisione porta con sé una responsabilità. Non credo che mi pentirò mai. E, se anche dovesse accadere, penserò alla fecondazione in vitro”, ha aggiunto.

“La salpingectomia non è reversibile”

Giuseppe Noia, ginecologo e docente di medicina prenatale all’Università cattolica di Roma, intervistato da Il Messaggero, ha spiegato che la salpigectomia non è reversibile e si effetta “in alcune situazioni, in presenza di un’indicazione di origine oncologica o di natura infettiva, che possa mettere a rischio la salute della donna”.

Secondo il dott. Noia, “il rischio più grosso è di natura psicologica. È evidente un disagio importante da parte della giovane che chiede di chiudere le tube. Ma va sottolineata anche la responsabilità enorme da parte dei medici che accettano”.

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