“Paolo Calissano non è morto per la droga”, la rivelazione del fratello Roberto

di Redazione


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L’attore Paolo Calissano fu trovato morto nella sua casa di Roma il 30 dicembre del 2021. Aveva 53 anni.

A distanza di un anno da quel tragico giorno, il fratello Roberto, intervistato dal Corriere della Sera, ha svelato la causa del decesso: “Il pm che ha indagato per undici mesi sulla sua morte aveva disposto un esame tossicologico molto approfondito. La conclusione è stata che mio fratello non è morto a causa di stupefacenti, ma per un’intossicazione da farmaci antidepressivi”.

“Quella sera – ha aggiunto – Paolo accettò il rischio di morire, molto probabilmente”. Quindi, secondo il fratello dell’attore noto per varie fiction di successo tra gli anni novanta e duemila, Paolo si sarebbe tolto la vita: “Mai avrei pensato di dirlo, ma credo sia andata così. È molto doloroso per me ammetterlo”. Quindi, non c’entrerebbe la droga ma “il suo stato d’animo”.

Paolo Calissano morto a Roma all’età di 53 anni.

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Quindi, pare che l’attore soffrisse di una forte depressione che stava curando con gli psicofarmaci.

Il fratello ha anche raccontato che il corpo di Paolo Calissano non è stato trovato in stato di decomposizione: “Era morto da poco e l’abbandono è stata una fantasia di alcuni media”. L’ultima volta che Roberto sentì il fratello al telefono era il 19 dicembre: “Era giù. Non gli feci abbastanza domande, forse. Tutto rimase nella sfera del non detto”.

L’attore (che nei primi anni del 2002 aveva perso l’amica brasiliana Ana Lucia Bandeiraera, deceduta nel suo appartamento di Genov a causa di un’overdose di cocaina) “aspirava al diritto all’oblio. Invece i motori di ricerca continuavano a risputare fuori quell’episodio legato al consumo di stupefacenti. Non riusciva a liberarsene. Lavorare era diventato impossibile”, ha proseguito Roberto.

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