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Justine Mattera si racconta: “La vita un viaggio se si hanno salde radici come le mie”

Le sue sono origini “orgogliosamente meridionali”: la conduttrice e attrice Justine Mattera adesso anche una sportiva, moglie, mamma e scrittrice, si racconta. Ha compiuto 50 anni e si regala così una sua autobiografia. «Sono molto orgogliosa di questo traguardo che da di me anche un’immagine diversa dagli stereotipi e sigla la mia carriera. La vita è un viaggio, più intenso se si hanno salde radici come le mie».

Forse infatti non tutti sanno che Justine ha una laurea in letteratura italiana ed inglese, conseguita alla Stanford University, seguita dalla specializzazione in lingua italiana e storia dell’arte all’Università degli Studi di Firenze.
«Il richiamo era forte ed ho deciso di studiare in Italia. Poi ho un po’ sconvolto i miei piani … Ho un’indole passionale, sono terrona nel Dna! Tanto che il cognome di mia madre è proprio Terrone, all’anagrafe!», come riporta il Giornale Di Sicilia.

Le origini italiane affondano anche in Sicilia: la nonna da parte di padre, Rose Santoro, era nata a Manhattan da genitori messinesi: Melchiorre Santoro e Margherita Maffa partiti per gli Stati Uniti dopo il terremoto del 1908, senza i certificati di nascita perduti appunto a causa del sisma.

«Sarei felicissima se il Comune di Messina mi aiutasse a ritrovarli !. La mia bisnonna, da parte di padre, invece era ischitana ed ha addirittura partorito sul transatlantico. Sento davvero forte questo legame con il sud, e in particolare con la Sicilia. È un posto che mi appartiene. Nel 2004 ho vissuto qualche mese a Fiumefreddo, perché ero in tournè ad Acireale, con lo spettacolo Polli allo Spiedo, per la regia di Nico Magistro ( catanese). Tra gli agrumeti ed il mare mi sentivo a casa, e a colazione ogni giorno si consumava il rito di granita e brioche!».

Dopo il primo matrimonio con Paolo Limiti, (di madre catanese!) anche il secondo marito, riservato imprenditore, rinforza l’ascendente siculo, e non solo per nascita, ma persino con il cognome: Fabrizio Cassata.
«Ovviamente la cassata è uno dei miei dolci preferiti e posso permettermi di mangiarlo perché da quando ho conosciuto Fabrizio sono diventata una vera sportiva. Mi piace molto correre, faccio maratone, vado in bici, amo il triathlon».

La passione agonistica ha contagiato anche i figli: Vincent 13 anni e Vivienne 11, grandi ciclisti, che si allenano ogni giorno, come la mamma.

“Saranno le mie origini meridionali, ma ho una tenacia che non mi abbandona mai, mixata al senso dell’umorismo.
Sono anche molto competitiva, ma credo che ogni cosa vada affrontata volta per volta, senza fasciarsi la testa prima di rompersela, che poi con la mia energia è un rischio costante”.

Come ha affrontato questo duro periodo, il lockdown? «Ho continuato a seguire i miei figli, ad occuparmi della casa, della cucina e soprattutto ad allenarmi, e a correre. E poi ho nuotato: un’altra mia passione! Un giorno mi piacerebbe attraversare lo stretto di Messina, le acque che i miei avi hanno navigato con la speranza di raggiungere la terra promessa, sarebbe un vero ritorno alle origini! Chissà … Per adesso penso all’estate: vorrei portare i miei figli a Siracusa ad annusare la Storia, anche loro sono siciliani devono assolutamente cominciare a conoscere quella terra bellissima».