Giulia Tramontano avvelenata da Impagnatiello mentre era incinta? “Trovava sapori strani in ogni cosa”

di Redazione


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Nuova udienza per il processo ad Alessandro Impagnatiello, l’uomo accusato di aver ucciso la compagna Giulia Tramontano, incinta di 7 mesi del figlio Thiago. Ieri mattina al palazzo di giustizia di Milano è arrivata Chiara Tramontano, la sorella della vittima, per testimoniare sul caso. L’ex barman trentenne, detenuto nel carcere di San Vittore, è accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi, rapporto di convivenza, interruzione di gravidanza non consensuale e occultamento di cadavere. Rischia l’ergastolo se riconosciuto colpevole.

Strani sapori nel cibo e presunto avvelenamento

Nel corso della sua deposizione, Chiara ha raccontato di come la sorella lamentasse da tempo uno strano sapore nel cibo e nell’acqua: “Diceva che tutto quello che mangiava aveva un sapore assurdo, che il latte il giorno dopo averlo aperto aveva un sapore strano. Trovava sapori strani in ogni cosa” ha dichiarato la donna. Giulia si lamentava inoltre di continui dolori allo stomaco nonostante le numerose tisane. Secondo l’accusa, Impagnatiello avrebbe avvelenato la compagna per mesi somministrandole topicida.

Una gravidanza travagliata e l’idea di interromperla

Sulla gravidanza, Chiara ha spiegato che la sorella era propensa a interromperla perché non voleva che il figlio assomigliasse all’uomo che le aveva causato tanto dolore con bugie e tradimenti. Giulia infatti aveva scoperto che Impagnatiello la tradiva grazie al tracker delle cuffie collegate all’iPad. Nonostante le scuse, l’uomo avrebbe continuato con i suoi comportamenti scorretti.

Critiche alla convivenza prematura e alle assenze di Impagnatiello

Chiara non ha risparmiato critiche alla prematura convivenza dopo soli 6 mesi di frequentazione e alle troppe assenze di Impagnatiello. Giulia ha dovuto affrontare da sola l’annuncio della gravidanza e tutte le spese e scelte legate al nascituro. Una gravidanza tra alti e bassi, tra paure e incertezze, anche a causa dell’atteggiamento ondivago del compagno. L’uomo accusato dell’omicidio di sua sorella non ha mai incrociato il suo sguardo, tenendo gli occhi bassi per tutto il tempo. La donna ha descritto il dolore che ha colpito la sua famiglia, ora impegnata a trovare la forza per andare avanti nonostante tutto.

Il dolore della famiglia Tramontano e la richiesta di giustizia

Intanto i familiari di Giulia chiedono ancora giustizia e promettono di lottare affinché chi le ha tolto la vita e la possibilità di essere madre paghi fino in fondo. Sui social network arrivano i messaggi di Mario, fratello della vittima, e della madre, che manifestano amore e nostalgia per Giulia e si stringono idealmente al nipotino Thiago, che non ha mai conosciuto la mamma.

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