Il papà di Filippo Turetta: “Giulia non meritava una fine così tragica”

di Gaetano Ferraro


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Si è tinta di sangue la storia d’amore tra Giulia Cecchettin e Filippo Turetta. La ragazza di 23 anni, originaria di Torreglia in provincia di Padova, è stata ritrovata morta nel bosco di Barcis, in provincia di Pordenone. Il principale sospettato dell’omicidio è l’ex fidanzato Filippo Turetta, 25 anni, fermato dalla polizia tedesca mentre tentava di oltrepassare il confine con l’Austria. Secondo le prime ricostruzioni, Giulia sarebbe stata uccisa al termine di una lite con numerose coltellate al collo e alla testa. Il corpo della giovane presentava anche ferite da caduta e segni di percosse. Un delitto brutale che ha sconvolto le comunità di Torreglia e Padova, dove Giulia studiava all’università.

Le reazioni sconvolte delle famiglie di vittima e carnefice

“Quando ho saputo che hanno trovato il corpo di Giulia mi è mancato il respiro” ha dichiarato Nicola Turetta, padre dell’omicida. “Non riesco a credere che mio figlio abbia commesso un gesto così orribile. Per me era un ragazzo perfetto, non mi aveva mai dato problemi. Deve essergli scoppiata una valvola nel cervello”. Parole di incredulità anche da parte di Gino Cecchettin, padre della vittima: “Giulia ci manca tantissimo, era una ragazza dolce e gentile. Non meritava una fine così tragica”. L’uomo ha invitato tutte le donne a denunciare situazioni di violenza: “anche il minimo dubbio va segnalato, è l’unico modo per salvarsi la vita ed evitare altri femminicidi”.

Una relazione morbosa sfociata nella tragedia

La storia tra Giulia e Filippo durava da circa 4 anni ma ultimamente la ragazza avrebbe manifestato l’intenzione di chiudere la relazione. Una decisione non accettata dal giovane che avrebbe iniziato a perseguitarla e minacciarla. Comportamenti ossessivi che però non erano stati denunciati dalla vittima. “Si erano già lasciati due volte – racconta il padre dell’assassino – lui diceva che senza Giulia non poteva vivere e voleva ammazzarsi. La amava in modo morboso”. Un amore malato che alla fine si è trasformato in tragedia. Giulia e Filippo si erano conosciuti al liceo e frequentavano entrambi l’università a Padova. Nulla lasciava presagire un epilogo così drammatico per quella che sembrava una normale storia di giovani innamorati. Invece la gelosia e l’ossessione hanno prevalso sull’amore, portando alla morte di una ragazza brillante e piena di vita.

L’appello del padre di Giulia: denunciate sempre la violenza

“L’amore non uccide, non urla, non picchia” ha detto addolorato il padre di Giulia. Che insieme all’altra figlia Elena ha deciso di battersi contro la violenza sulle donne, perché il sacrificio della ragazza non sia vano. Ora la famiglia chiede giustizia e auspica il massimo della pena per Filippo Turetta. Il giovane è stato arrestato mentre cercava di fuggire in Austria e presto verrà estradato in Italia. Dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione. Una vicenda che lascia sgomenti e pone interrogativi su come sia stato possibile non cogliere i segnali di una relazione tossica e malata. Forse si sarebbe potuta evitare la morte di Giulia se le istituzioni e la società fossero state più attente e preparate.

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