Giovanna Pedretti, giallo sulla recensione: la famiglia chiede il silenzio

di Gaetano Ferraro


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Continuano le indagini sulla tragedia di Sant’Angelo Lodigiano, dove nella mattinata di domenica è stato ritrovato il corpo senza vita della ristoratrice Giovanna Pedretti, titolare della pizzeria “Le Vignole”. La donna, di 63 anni, è stata rinvenuta nelle acque del fiume Lambro, in quello che sembra essere un gesto volontario di suicidio.

Pedretti convocata dai Carabinieri per chiarire recensione controversa

Solo il giorno prima, Pedretti era stata convocata dai Carabinieri della locale stazione per chiarire la sua versione riguardo a una controversa recensione comparsa sul suo profilo Google. In particolare, un utente aveva accusato il locale di discriminazioni verso gay e disabili, ricevendo come risposta un commento piuttosto duro da parte della pizzeria. La vicenda era presto diventata virale, sollevando molte polemiche. Di fronte ai militari, Giovanna Pedretti aveva ribadito che il commento dell’utente era autentico, anche se pubblicato con qualche mese di ritardo rispetto all’effettiva visita al locale. Tuttavia, la donna non era stata in grado di fornire elementi utili a identificare l’autore della recensione, suscitando i sospetti degli inquirenti sulla reale dinamica dei fatti.

Lo stato d’animo della donna dopo gli attacchi sui social

Secondo le parole del marito riportate dal Fatto Quotidiano, Giovanna era rimasta profondamente turbata e ossessionata dalle critiche ricevute sui social network, al punto da chiudersi in un ostinato silenzio nelle ultime ore di vita. Una reazione spropositata, che lascia presagire uno stato di profonda angoscia e prostrazione psicologica.

Gli investigatori analizzano i cellulari per ricostruire gli ultimi istanti

Gli investigatori stanno ora analizzando i due cellulari ritrovati, uno in auto e l’altro in acqua con il corpo della donna, alla ricerca di elementi utili a ricostruire le sue ultime ore di vita e le motivazioni di un gesto tanto estremo. L’ipotesi è che possa esserci stata una qualche forma di istigazione al suicidio, anche se al momento non risultano iscritti sul registro degli indagati.

La famiglia chiede il rispetto del dolore in attesa della verità

La famiglia, assistita dall’avvocato Simona Callegari, ha lanciato un appello ai media affinché cessi l’assedio mediatico in un momento di profondo dolore, nell’attesa che le indagini facciano piena luce su quanto accaduto. “Aspettiamo l’evoluzione delle indagini per capire cos’e’ accaduto, noi non sappiamo cos’e’ successo”. Lo afferma l’avvocata Simona Callegari, che assiste la famiglia di Giovanna Pedretti, la ristoratrice trovata morta nel fiume Lambro dopo le polemiche sulla recensione pubblicata su Google. “Al momento non possiamo esprimerci – aggiunge -. Per ora non ci siamo fatti domande, lasciamo lavorare gli inquirenti. In base alle risultanze delle indagini faremo le nostre valutazioni”. La legale chiede di lasciare che la famiglia “possa vivere il proprio dolore senza essere assediata e possa uscire di casa nell’attesa che venga fatta chiarezza. La situazione è grave e difficile, mettetevi nei panni della figlia, del marito e del padre di 85 anni”

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