Elezioni 2022, come e quando si vota, quello che devi sapere

di Manuela Zanni

Seggi elettivi, collegi elettorali, ripartizione dei seggi con il “Rosatellum”, maggioritario “secco” nei collegi uninominali e proporzionale a “liste bloccate” nei collegi plurinominali. Di seguito vi spieghiamo tutto ( o quasi) quello che c’è da sapere sulle elezioni politiche 2022.

Elezioni politiche 2022: come funziona il sistema elettorale e come si vota

La legge elettorale che regola lo svolgimento delle elezioni politiche in Italia, è denominata Rosatellum, dal nome del suo ideatore, il deputato del Partito democratico Ettore Rosato. La legge elettorale è una legge ordinaria che nel quadro delle regole poste dalla Costituzione, prescrive il metodo con il quale i voti espressi dagli elettori verranno tradotti in seggi elettorali.

Seggi elettivi ridotti per Camera e Senato

Con la riforma costituzionale del 2020 voluta dal Movimento 5 stelle è stato ridotto il numero dei deputati a 400 ed il numero dei senatori a 200. Le prime elezioni politiche ad eleggere il Parlamento in composizione ridotta saranno quelle del 25 settembre 2022.

Come si attribuiscono i seggi e come funziona il sistema elettorale italiano?

I collegi elettorali sono le divisioni del territorio italiano,  ognuna delle quali ha diritto ad esprimere un certo numero di seggi. Esistono collegi uninominali, che esprimono un solo parlamentare e collegi plurinominali se ne esprimono più di uno. Per prima cosa partiamo dalla Costituzione, che stabilisce la composizione dei collegi elettorali nei quali vengono eletti deputati e senatori.

Su 400 deputati, 8 vengono eletti dalla circoscrizione estero

Per la Camera dei Deputati,  l’art. 56  della Costituzione prevede che la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni (o collegi), fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si determini dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per trecentonovantadue e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Su 200 senatori, 4 sono eletti dalla circoscrizione estero

Per il Senato, l’art. 57 della Costituzione prevede che i collegi elettorali abbiano base regionale, salvo il numero dei seggi riservati alla circoscrizione estero. La ripartizione dei seggi tra le Regioni o le Provincie autonome, si effettua in proporzione alla loro popolazione, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

Anche per il Senato vota chi ha compiuto i 18 anni

Altra novità, in vigore dal 2021 (L. cost. 1/2021 che ha modificato l’art. 58 Cost.) è che possono esprimere il voto tutti coloro che hanno compiuto i 18 anni di età, mentre in passato per votare i membri del Senato occorreva aver compiuto i 25 anni di età.

Elezioni 2022

Elezioni 2022

Ripartizione dei seggi secondo  il “Rosatellum”

Il Rosatellum (L. 165/2017), la legge con la quale si voterà alle elezioni del prossimo 25 settembre, è un sistema misto, maggioritario e proporzionale.  Rispetto alla precedente legge elettorale (conosciuta col nome di “Mattarellum”), anch’essa a sistema misto, cambia la proporzione tra i collegi uninominali e quelli plurinominali. Nel Mattarellum il 75% dei seggi erano assegnati col sistema maggioritario e il 25% con il sistema proporzionale. Al contrario con il Rosatellum, i tre ottavi  (37,5 %) dei seggi di Camera e Senato sono assegnati con il sistema maggioritario (147 deputati e 74 senatori) e i cinque ottavi (62,5%) con il sistema proporzionale a liste bloccate (245 deputati e 122 senatori).

Che differenza c’è tra il sistema maggioritario e quello proporzionale?

Il sistema maggioritario opera nei collegi uninominali dove c’è un solo candidato per ciascuna lista. Il maggioritario prevede l’attribuzione del seggio al candidato che prende più voti. Questo meccanismo spinge i partiti a coalizzarsi intorno al candidato che deve prevalere sugli altri. Nel Rosatellum il maggioritario è a turno unico, e quindi i cittadini si recano una sola volta  a votare e vince il candidato che prende più voti. Alle prossime elezioni del 25 settembre, saranno in totale 221 i parlamentari eletti  col sistema maggioritario “secco” nei collegi uninominali, e precisamente 147 deputati  e 74 senatori.

 

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Come si vota

  • Presentandosi alle urne, l’elettore riceverà due schede identiche, una per la Camera ed una per il Senato. Nel collegio uninominale ci sarà il nome del candidato e la lista o la coalizione collegata.
  • Tracciando un segno sul contrassegno della lista, il voto vale anche per il candidato uninominale collegato, e viceversa, tracciando il segno sul nome del candidato uninominale il voto vale anche per la lista. Se il candidato è collegato ad una coalizione di liste, il voto viene ripartito tra le liste in proporzione ai voti che ciascuna ha ottenuto in tutte le sezioni del  collegio uninominale.
  • Si può tracciare un segno sul rettangolo del candidato del collegio uninominale e un senso sul rettangolo sottostante della lista o cui appartiene il candidato.
  • Il voto è nullo invece se si mette un segno sul nome del candidato uninominale e un altro segno su una lista o coalizione a cui non appartiene quel candidato. ( In base al nuovo art. 59 bis DPR 361/1957 modificato dall’art. 1 comma 21 L. 165/2017, per l’elezione di Camera e Senato non è consentito il voto disgiunto)
  • Nel collegio plurinominale la scheda conterrà il contrassegno della lista e/o i contrassegni delle liste in coalizione e accanto ai contrassegni delle liste si trovano i nomi dei candidati nella c.d. lista bloccata.
  • Si vota tracciando il segno sul rettangolo che contiene il contrassegno della lista e i nominativi dei candidati collegati. Non è previsto il voto di preferenza per il candidato.

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