Sembra proprio che gli hater non vogliano lasciare in pace Diletta Leotta ( così come altre mamme Vip del resto) che è finita, ancora una volta, nel mirino dei cosiddetti “leoni da tastiera”, tanto bravi a sentenziare condanne perché al di fuori delle situazioni.
Questa volta la conduttrice è stata presa di mira per il suo rapporto con la figlia Aria, nata dall’amore con il portiere Loris Karius. “Non è mai con lei”, ha insinuato più di qualcuno sui social network.
La presentatrice ha risposto alle malelingue in un’intervista rilasciata all’Adnkronos: “Riprendere a lavorare dopo appena un mese dal parto è stato bellissimo ed emozionante. Tutti i miei colleghi mi hanno accolto in maniera unica.
Quando sei incinta ti senti in uno stato di grazia e dopo un mese sei ancora in quella bolla. Aria è nata il 16 agosto, il giorno del mio compleanno, e io sono rientrata in campo il 16 settembre, è stata una cosa magica. Tornare a lavoro dopo il parto non è stato difficile, basta organizzarsi, cambia il concetto di tempo, però è bello essere mamma, amica, fidanzata, bisogna solo riuscire a trovare l’incastro giusto”.
Diletta Leotta ha aggiunto: “Quando diventi mamma e lavori scatta immediatamente il senso di colpa ed è normalissimo, diciamo che la gente sui social non sia proprio carina quando ti accusa di lasciare tua figlia a casa per andare a lavorare, servirebbe un pò più di educazione culturale e umana. Chiaramente ogni donna ha il diritto di scegliere se lavorare o no e una mamma che ha voglia di lavorare è giusto che lo faccia perché vuol dire che la fa stare meglio”.
L’igiene intima femminile è fondamentale per le donne di qualsiasi età, da quelle in fase…
Il mercato automobilistico del 2025 sta vivendo una vera e propria rivoluzione verde, con i…
Dopo il grigio dell’inverno ecco che tornano i colori e le fantasie, sbocciando sugli accessori…
Iniziare un percorso per migliorare la propria forma fisica non dovrebbe mai essere vissuto come…
Il poker è nato come gioco di carte tra amici nei saloon americani del XIX secolo e…
Vale davvero la pena dare una seconda possibilità a una storia finita? È una domanda…