Spettacolo

Cos’è l’effetto Taylor Swift? Quando un concerto fa schizzare il PIL

Quando Taylor Swift annuncia un concerto in una città, si scatena il fenomeno che gli economisti hanno ribattezzato “Effetto Taylor Swift”. La fama globale della popstar fa sì che i suoi fan accorrano da ogni dove per assistervi, portando una ventata d’ossigeno all’economia locale, il PIL di quella città aumenta e porta benefici a indotti e imprese. Secondo alcune stime, ogni fan spende in media 1.300 dollari tra biglietti, viaggi, hotel e merchandise. E, considerato che gli stadi che ospitano i concerti della Swift possono contenere decine di migliaia di persone, si capisce perché l’impatto economico di una sua tappa sia paragonabile a quello di eventi sportivi come il Super Bowl.

Il Terremoto Economico di Taylor Swift

Quando Taylor Swift mette piede in una città, è un terremoto. Letteralmente. La popstar americana oggi è un fenomeno economico che gli analisti studiano con attenzione. Per fare un esempio, quando la cantante si è esibita a Denver lo scorso luglio, si calcola abbia contribuito al PIL del Colorado per 140 milioni di dollari. A Los Angeles invece, le sei date hanno fruttato 320 milioni all’economia locale e creato 3.300 nuovi posti di lavoro.

L’Invasione Pacifica delle “Swifties”

Ma gli effetti benefici per le economie locali non si esauriscono certo con le sole giornate dei live. I fan della Swift infatti arrivano nelle città che la ospitano fino ad una settimana prima per essere sicuri di accaparrarsi i migliori posti, prendono d’assalto gli hotel, affittano auto e usano servizi di ride sharing, frequentano ristoranti, caffè e negozi vari. Il risultato di questa invasione pacifica di “Swifties” (come vengono appellati i follower della popstar) è un rapido incremento dei prezzi, in particolare nel settore turistico-alberghiero. Secondo un report di Lighthouse, a Liverpool, Varsavia e Stoccolma si sono registrati aumenti nell’ordine del 100-150% rispetto alle tariffe normali.

La Swiftonomics e le Banche Centrali

È per questa sua capacità di surriscaldare l’economia che il fenomeno è stato ribattezzato “Swiftonomics“, crasi dei termini Swift ed Economics. Una Swiftonomics che le banche centrali di mezzo mondo monitorano con attenzione per gli effetti inflattivi che può innescare.

Gli analisti di Barclays stimano che le 5 date sold-out previste ad Agosto alla Wembley Arena di Londra frutteranno da sole circa un miliardo di sterline all’economia britannica tra ticket, merchandising, trasporti e pernottamenti vari. Ma potrebbero anche spingere l’inflazione Oltremanica fino a 0,3 punti percentuali secondo TD Securities, costringendo la Bank of England a rimandare eventuali tagli dei tassi di interesse. Che si chiami Effetto Taylor Swift o Swiftonomics, il peso specifico della popstar sull’economia è ormai innegabile. Quando Taylor suona, il denaro scorre a fiumi.

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