Quando il desiderio sessuale è troppo o troppo poco

di francesca


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Dal punto di vista fisiologico la comunità internazionale dei sessuologi conviene nel considerare il rapporto sessuale come un processo caratterizzato da cinque fasi temporali ( la cosiddetta “curva” della risposta sessuale di Master e Johnson), tutte necessarie per “fare bene l’amore”: desiderio, eccitazione, plateau, orgasmo e fase di risoluzione.

La prima di queste (fase appetitiva), riguarda il desiderio e viene purtroppo, molto spesso, trascurata soprattutto quando si fa l’amore contro voglia o per far piacere a qualcuno (sesso per dovere). Alla prima fase appetitiva si associano i disturbi del desiderio, in particolare il basso desiderio o desiderio sessuale inibito ed il  “desiderio eccessivo”. Il basso desiderio sessuale si riferisce ad una mancanza di desiderio spontaneo verso il sesso: un paziente con basso desiderio sessuale può comunque soddisfare il desiderio di attività sessuale del proprio partner, anche se per lui tale esperienza può essere indifferente e non particolarmente gratificante, mentre il paziente con “avversione sessuale” si oppone a qualsiasi esperienza sessuale con il partner in quanto tale attività produce soltanto emozioni negative.

Da circa un decennio si riscontra, in maniera sempre più diffusa tra la popolazione italiana di entrambi i sessi, una generale riduzione o depressione del livello di desiderio sessuale, tanto da configurare tale problema come una vera e propria disfunzione sessuale, scientificamente nota come “disturbo da desiderio sessuale ipoattivo”. Tale disfunzione presenta una multicausalità e tra cui le cause più frequenti ci sono quelle che riguardano tratti personologici maladattivi e pensieri disfunzionali, conflittualità di coppia, traumi psicologici pregressi, superlavoro e momenti di vita stressanti, ridotta attrazione verso il partner e una sessualità non gratificante. A volte viene riscontrata una significativa riduzione dell’appetito sessuale come effetto di determinate psicopatologie, come ad esempio nel caso delle depressioni dell’umore, ma anche come effetti collaterali ed indesiderati dovuti alla assunzione di determinati farmaci, anticoncezionali compresi.

Nel caso poi di eccessivo desiderio il problema può essere solo apparentemente sessuale. Solitamente si tratta di un disturbo d’ansia dove lo scopo del rapporto sessuale non è quello dell’ottenimento della ricerca del solo piacere, ma quello della riduzione di un alto livello d’ansia, come un comportamento di necessità quasi di tipo compulsivo per liberarsi da forti emozioni spiacevoli. In altri casi un aumento del desiderio con conseguente eccessiva attività sessuale senza curarsi di eventuali rischi, limitata solitamente ad un determinato periodo della propria vita, può ipotizzare un disordine dell’umore piuttosto che un disturbo della sfera sessuale. Inoltre se tale comportamento d’eccesso è continuativo, può essere l’espressione di un disturbo relativo al controllo degli impulsi che i clinici americani chiamano irresponsable sex, altrimenti può fare riferimento a problematiche personologiche o a traumi subiti.

In ogni caso le patologie del desiderio sessuale, una volta diagnosticate, individuate le cause e le condizioni del loro mantenimento, previo attenta valutazione (anche con eventuali esami clinici sessuologici) sono curabili e anche guaribili presso l’ambulatorio di un sessuologo clinico anche psicoterapicamente competente.

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Professor Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo clinico comportamentale, psicologo legale a Udine

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