Disfunzioni della sfera sessuale maschile: cosa c’è da sapere

di francesca


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L’uomo, tradizionalmente considerato “il sesso forte”, appare, invece, nei rapporti eterosessuali la parte più debole della coppia, senz’altro la più vulnerabile, anche verso comportamenti ed atteggiamenti (sguardi, espressioni non verbali e parole) emessi dalla partner e, spesso, mal interpretati.

Per facilitare  l’individuazione e la trattazione di tali disturbi si  consideri  il rapporto sessuale  dal punto di vista fisiologico come una piacevole esperienza processuale che avviene in cinque fasi per cui si inizia con il desiderio (I fase), segue l’eccitazione (II fase), poi la massima eccitazione o plateau (III fase), quindi l’orgasmo (IV fase) ed infine la risoluzione (V fase), dove ogni fase richiede un certo modo di funzionare da parte di entrambi i partners per poter raggiungere insieme solamente piacere, nulla più.

Pertanto il primo gruppo di riguarda le disfunzioni del desiderio sessuale (prima fase): quando questo diminuisce, manca oppure è troppo elevato il rapporto non funziona bene. Ci può essere un basso desiderio sessuale (o desiderio sessuale inibito) in cui l’uomo può comunque soddisfare il desiderio di attività sessuale della propria partner, anche se per lui tale esperienza può essere indifferente e non particolarmente gratificante, mentre l’uomo con avversione sessuale si oppone a qualsiasi esperienza sessuale con la partner in quanto tale attività produce soltanto emozioni negative. Nel caso poi di eccessivo desiderio (“dongiovvannismo” o sindrome del Don Giovanni) il problema è solo apparentemente sessuale: può trattarsi di un disturbo d’ansia o di altre psicopatologie.

Durante la fase dell’eccitazione, si può riscontrare nell’uomo, il disturbo di disfunzione erettiva (già “impotenza”). Nella valutazione clinica va accertata innanzi tutto l’assenza di eventuale danno organico, anche se nella maggior parte dei casi psicologicamente trattati, comunque, si tratta di impotenza cosiddetta situazionale che si manifesta in certi momenti della vita della persona o solo con certe partners.

L’“ansia da prestazione”, oggi più frequente fa riferimento agli eccessi della emancipazione femminile per cui la donna chiede esplicitamente e direttamente al partner la prestazione sessuale di cui ritiene aver diritto.  Tali richieste perentorie provocano nel maschio, più sensibile al giudizio femminile, la mancanza di erezione. In particolare il sentirsi pressato da aspettative esigenti e richieste considerate difficili da rifiutare, per non “fare brutte figure”, porta alla mortificazione dei riflessi sessuali, autonomi ed incontrollabili, dell’eccitazione, nello stesso modo in cui ad esempio nel bambino si origina una stitichezza cronica da pretese genitoriali di defecazione a comando o in situazioni di percepita pressione a defecare.  Nella fase orgasmica l’uomo può avere tre generi di disturbi: eiaculazione impossibile, eiaculazione ritardata ed eiaculazione precoce.

I pazienti che lamentano eiaculazione ritardata evidenziano difficoltà a lasciarsi andare, mentre quelli affetti da eiaculazione precoce, i più numerosi, si caratterizzano per l’uscita del liquido spermatico prima, durante, o poco dopo la penetrazione. Tale disturbo può essere situazionale, cioè manifestarsi solo con certe partners, oppure manifestarsi in certi periodi della vita (eiaculazione precoce intermittente). Tenendo conto dell’alta percentuale delle lamentele durante la visita sessuologica diventa opportuno considerare il funzionamento sessuale di entrambi i partners per evitare che un’eventuale inibizione orgasmica femminile o anche la non sincronizzazione dell’eccitazione durante il rapporto, possano essere addebitate all’eiaculazione precoce del maschio. Infatti motivi socio-culturali portano più a premere sugli uomini affinché durante il rapporto soddisfino le donne che non viceversa per cui si è più facilmente propensi a vedere nel mancato controllo orgasmico una disfunzione eiaculatoria piuttosto che un problema solo, o anche, del partner femminile.

Professor Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo clinico comportamentale, psicologo legale a Udine

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