14 Gennaio 2022 |

Come reagisce il cervello femminile agli stimoli sessuali

di Redazione

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I risultati dello studio pubblicato sul Journal of Neuroscience hanno rivelato il modo in cui reagisce il cervello femminile agli stimoli sessuali. Un argomento di cui non si parla spesso ma, che tuttavia, è di grande interesse per la comunità scientifica e per condurre studi futuri.

La reazione del cervello agli stimoli sessuali

Gli scienziati dell’Università libera di Berlino hanno raggiunto importanti conclusioni attraverso uno studio pubblicato sul Journal Of Neuroscience. Hanno analizzato il modo in cui il cervello femminile reagisce agli stimoli sessuali, evincendo così alcune conclusioni utili all’ambito scientifico.

La zona cerebrale legata al modo in cui il corpo femminile reagisce agli stimoli nel corso di un rapporto sessuale varia da una donna all’altra e risulta alterata in base alla frequenza delle attività sessuali. Questa la conclusione cui sono arrivati i ricercatori tedeschi. Scopriamo meglio cosa hanno analizzato e quali sono le conseguenze di ciò che hanno scoperto.

Gli autori hanno spiegato che la corteccia somatosensoriale raccoglie gli stimoli derivanti dalla sensazione del tocco da ogni parte del corpo. Identificare la posizione esatta delle risposte associate al campo genitale femminile, tuttavia, può non essere un’operazione molto semplice. Alcuni studi già realizzati in passato, infatti, avevano prodotto risultati contrastanti a causa di metodi di mappatura poco precisi.

Il team di ricerca dell’Università libera di Berlino, guidato da Andrea J.J. Knop, ha utilizzato delle tecniche di risonanza magnetica funzionale (fMRI). In questo modo ha potuto mappare l’esatta rappresentazione dei genitali femminili, misurando la risposta del cervello alla vibrazione di una membrana nella regione del clitoride.

Lo studio è stato pensato e realizzato al fine di valutare con la massima attenzione qualunque potenziale disagio o sensazione di piacere legata alla stimolazione di una regione così sensibile. Gli autori della ricerca hanno spiegato che lo spessore del campo genitale variava con la frequenza dei rapporti sessuali.

La regione, dunque, si ispessiva in caso di intervalli più ravvicinati tra i rapporti, il che suggerisce che la struttura della regione può risultare alterata in relazione alla sua attività. Volendo tradurre in termini più comprensibili anche ai non addetti ai lavori, i risultati rivelano l’importanza di realizzare ricerche in futuro sul ruolo del campo genitale nella relazione sessuale sana, nella disfunzione sessuale e soprattutto nelle conseguenze a lungo termine dell’abuso sessuale.