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Meningioma e contraccettivi, 7 sintomi da non ignorare
Stampa articoloCambiano le informazioni di sicurezza per alcuni contraccettivi contenenti desogestrel o etonogestrel. Il comitato di farmacovigilanza dell’Agenzia europea per i medicinali ha rilevato un piccolo aumento del rischio di meningioma nelle donne che li usano in modo corrente e prolungato, soprattutto oltre un anno. La probabilità assoluta resta molto bassa: la stima è di un caso aggiuntivo ogni 67.300 utilizzatrici. Le donne che hanno o hanno avuto un meningioma non dovranno usare questi medicinali.
Il nuovo avviso non riguarda tutti i contraccettivi ormonali e non significa che chi assume uno dei prodotti coinvolti svilupperà un tumore. La raccomandazione interessa due specifici progestinici e richiede di considerare durata della terapia, storia clinica e precedenti esposizioni ad altri ormoni associati allo stesso rischio.
Non bisogna interrompere autonomamente la contraccezione soltanto per la presenza dell’avviso. Una sospensione senza un metodo alternativo può esporre a una gravidanza non pianificata. Il passaggio corretto consiste nel controllare il principio attivo e parlarne con medico, ginecologo o farmacista.
Controllare il principio attivo, non soltanto il nome commerciale
Il desogestrel è un progestinico presente in pillole contraccettive, comprese formulazioni assunte senza estrogeni e altri medicinali che lo associano a un estrogeno.
L’etonogestrel appartiene alla stessa famiglia. Viene utilizzato negli impianti contraccettivi sottocutanei e, insieme all’etinilestradiolo, in alcuni anelli vaginali.
| Principio attivo | Forme contraccettive interessate | Nuova informazione |
|---|---|---|
| Desogestrel | Compresse orali | Piccolo aumento del rischio dopo uso prolungato |
| Etonogestrel | Impianti sottocutanei | Stessa avvertenza e nuova controindicazione |
| Etonogestrel con etinilestradiolo | Alcuni anelli vaginali | Aggiornamento delle informazioni del prodotto |
| Altri contraccettivi | Dipende dalla composizione | Non sono automaticamente coinvolti |
Il PRAC ha stabilito che il meningioma venga aggiunto tra gli effetti indesiderati con frequenza “non nota”. Questa formula non significa che il rischio sia frequente: indica che i dati disponibili non permettono di calcolare con precisione una frequenza standard nelle informazioni del medicinale.
Capire quanto è grande il rischio segnalato
Il dato più utile per interpretare l’avviso è il rischio assoluto.
L’Agenzia europea stima un meningioma aggiuntivo ogni 67.300 donne che utilizzano medicinali contenenti desogestrel o etonogestrel. Il rischio aumenta con la durata e diventa più rilevante dopo almeno un anno di utilizzo.
La formulazione “caso aggiuntivo” indica l’eccesso associato all’esposizione rispetto al numero di tumori che potrebbe comunque verificarsi nella popolazione. Non equivale alla probabilità totale individuale né consente di prevedere che cosa accadrà a una singola donna.
Il meningioma nasce nelle meningi, le membrane che circondano cervello e midollo spinale. Nella maggior parte dei casi cresce lentamente e non è maligno. Dimensioni e posizione possono però provocare conseguenze serie comprimendo strutture nervose.
La nuova raccomandazione deriva dalla revisione di un ampio studio epidemiologico francese. L’analisi ha rilevato l’associazione soprattutto con l’impiego corrente e prolungato del desogestrel; il PRAC ha esteso le misure anche all’etonogestrel, metabolita attivo della stessa famiglia farmacologica.
Riconoscere i sintomi indicati dall’EMA
Le utilizzatrici devono prestare attenzione a segni neurologici nuovi o in peggioramento. I sintomi segnalati dall’Agenzia europea comprendono:
- cambiamenti della vista;
- riduzione dell’udito o acufeni;
- perdita dell’olfatto;
- mal di testa che peggiora;
- disturbi della memoria;
- convulsioni;
- debolezza a un braccio o a una gamba.
Un singolo mal di testa non indica automaticamente un meningioma. Cefalea, acufeni e disturbi visivi possono dipendere da numerose condizioni più comuni. Diventano però informazioni da riferire al medico quando sono nuovi, persistenti, progressivi o accompagnati da altri segni neurologici.
Convulsioni, improvvisa debolezza di un lato del corpo, difficoltà nel parlare o perdita acuta della vista richiedono una valutazione urgente. Non bisogna aspettare il normale appuntamento ginecologico.
Verificare la propria storia con altri progestinici
Il rischio può essere maggiore nelle donne che in passato hanno utilizzato progestinici già collegati alla comparsa di meningiomi.
L’EMA cita:
- ciproterone;
- nomegestrolo;
- medrossiprogesterone;
- clormadinone.
La precedente esposizione deve essere considerata prima di iniziare desogestrel o etonogestrel. Non conta soltanto il medicinale assunto oggi: il medico deve ricostruire anche le terapie ormonali del passato, la loro durata e le ragioni della prescrizione.
Queste sostanze possono essere state utilizzate per contraccezione, disturbi ginecologici, acne, irsutismo o altre indicazioni. Chi non ricorda il principio attivo può recuperare vecchie prescrizioni, referti o confezioni e mostrarli durante la visita.
Sapere chi non deve usare questi contraccettivi
Le nuove indicazioni rendono i medicinali contenenti desogestrel o etonogestrel controindicati nelle donne con un meningioma attuale o pregresso.
La controindicazione vale quindi anche dopo un trattamento concluso. Una donna operata o seguita in passato per questa neoplasia deve informare il ginecologo prima di ricevere una prescrizione contraccettiva.
Quando un meningioma viene diagnosticato durante l’assunzione, il medicinale deve essere interrotto. In questa situazione la sospensione e la scelta del metodo alternativo vanno coordinate tempestivamente con i professionisti che seguono la paziente.
Per chi non ha mai avuto un meningioma e non presenta sintomi, l’avviso non prescrive una sospensione generalizzata né uno screening radiologico automatico per tutte. La gestione dipende dal profilo individuale e dal confronto tra benefici contraccettivi e rischio molto basso.
Preparare le domande per il ginecologo
Prima della visita è utile fotografare la confezione o annotare nome e dosaggio del principio attivo.
Le domande più utili riguardano:
- da quanto tempo viene usato il medicinale;
- eventuali terapie precedenti con altri progestinici;
- storia personale di meningioma;
- presenza di sintomi neurologici;
- alternative contraccettive disponibili;
- rischi legati a un’interruzione non programmata.
La contraccezione deve restare efficace durante l’eventuale passaggio a un altro metodo. Tempi e modalità cambiano in base alla pillola, all’impianto o all’anello utilizzato. Il desogestrel assunto correttamente come pillola solo progestinica è un metodo altamente efficace; errori o sospensioni modificano rapidamente la protezione.
Distinguere un avviso di sicurezza da un ritiro
Il PRAC non ha disposto un ritiro generalizzato dei prodotti. Ha concordato una comunicazione diretta agli operatori sanitari, nuove controindicazioni e l’aggiornamento delle informazioni rivolte a medici e pazienti.
Questa distinzione evita due errori opposti. Il primo è ignorare l’avviso perché il rischio assoluto è basso. Il secondo è interrompere una terapia efficace senza valutare conseguenze e alternative.
La farmacovigilanza serve proprio a rivedere il rapporto tra benefici e rischi quando emergono nuovi dati dopo anni di utilizzo. Il segnale può portare a controlli più mirati e a esclusioni precise, senza rendere inutilizzabile un farmaco per tutte le pazienti.