Scuola, 4 consigli per instaurare un buon rapporto tra genitori e insegnanti

di Claudia Scorza

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Il dialogo genitori-insegnati può essere difficoltoso, soprattutto se non si trova la chiave di lettura per capire ciò che i docenti vogliono comunicarci. Infatti, confrontarsi con chi si occupa dell’educazione dei nostri figli, a tutte le età e livelli scolastici, può risultare complicato perché frutto di malintesi, pregiudizi e atteggiamenti difensivi o aggressivi. Scopriamo insieme 4 consigli per instaurare un buon rapporto tra genitori e insegnanti e vivere gli incontri scuola-famiglia in modo sereno!

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Imparate ad ascoltare entrambe le parti

Come per tutte le cose, non ci si può limitare ad ascoltare solo una “campana”, ma è importante avere una visione obiettiva e completa delle situazioni ascoltando sia i propri figli sia i docenti. Solo in questo modo potrete provare a capire cosa sta accadendo davvero e cosa vogliono comunicarvi i vostri interlocutori. Molto spesso le visioni di alunni e insegnanti sono contrastanti e il genitore si trova a dover interpretare nel modo più corretto possibile la realtà dei fatti, cercando di essere imparziale nei pensieri e nei giudizi.

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Prestate ascolto alle emozioni

La comunicazione non è fatta di sole parole, ma anche di emozioni che vengono sottese e filtrate in modo più o meno consapevole. Per questo è importante non soffermarsi solo su ciò che viene detto dai vostri figli e dai loro insegnanti, perché dietro alle parole c’è un mondo di emozioni. L’insegnante, in qualità di educatore e adulto, sarà forse più abile nel gestirle, ma un bambino o un ragazzino si sentirà pervaso da emozioni e sensazioni contrastanti, spesso molto difficili da individuare e comprendere. Non dimenticate, però, di ascoltare e gestire anche le vostre!

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Fate sempre capire che si tratta di una vostra personale opinione

Una regola importante per creare un dialogo sereno tra genitori e insegnanti è iniziare le frasi con “io”, “a mio parere”, e “secondo me”, per mettere ben in chiaro che quello che state per dire è frutto di una vostra opinione personale e non la verità assoluta e incontrovertibile. Mettersi in gioco in prima persona nel dialogo evita che l’interlocutore si senta minacciato e si metta sulla difensiva. Questa strategia di comunicazione efficace aumenta la possibilità di un dialogo chiaro e sereno, che tiene lontano malintesi e conflitti.

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Cercate uno scambio di idee e non di accuse

Durante un colloquio genitori-insegnanti è fondamentale scambiarsi idee e non accuse reciproche. Non partite con il piede di guerra pensando che vostro figlio abbia ragione a prescindere e che l’insegnante si stia comportando male nei suoi confronti, accusandolo di qualcosa che forse non ha nemmeno commesso. Se c’è un problema da risolvere individuatelo e provate a trovare delle possibili soluzioni insieme, dimostrandovi flessibili e aperti a ogni tipo di proposta. È giusto esprimere il proprio punto di vista, ma questo non deve escludere il pensiero e l’opinione del nostro interlocutore.

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