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Dipendenza digitale precoce, che fare con i bambini che stanno sempre su smartphone e tablet?

Al fine di prevenire la dipendenza digitale precoce, l’uso dei dispositivi digitali in età infantile deve essere molto limitato, salvo situazioni particolari (come ad esempio la dislessia) fino ai 12 anni.

Da che cosa dipende, però, l’uso così precoce e sconsiderato di telefoni e PC o tablet in età infantile?

Da noi adulti!

Loro, i bambini, infatti, anche quando non mettiamo materialmente nelle loro mani un tablet (e lo facciamo, invece), ci guardano e, come nel gioco degli specchi, riproducono esattamente gli stessi nostri gesti.

Perché non dovrebbero?

Non è raro, infatti, vedere una mamma che chatta moltissimo tempo e freneticamente sul cellulare, salvo ogni tanto buttare un occhio alla bambina!

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Non è nemmeno raro che i bambini vengano “abbandonati” al loro strumento digitale, magari attorno ad un tavolo di ristorante, dove ipoteticamente ci si ritrova per trascorrere qualche ora insieme, per poter dialogare mangiando una pizza.

E, invece, i genitori che fanno?

Ebbene: null’altro che navigare sul loro smartphone.

Certo, un adulto, e questa è la differenza con un bambino, può scegliere di smettere, può scegliere il dialogo invece della chat o delle mail con la scusa (cosa ancora peggiore) che “deve lavorare”. Un adulto può superare, se vuole, la sua dipendenza digitale, a differenza del bambino che non sa nemmeno di avere una dipendenza digitale precoce, ma che la sta solo sviluppando perchè ha visto mamma, papà, nonni, zie e amichetti fare altrettanto.

Quindi, non chiediamoci che cosa fare se nostro figlio vuole sempre avere il tablet o se ci ruba lo smartphone e sembra soffrire di dipendenza digitale precoce. La risposta è semplice: lasciare il nostro, evitarlo il più possibile e, questo, prima ancora di vietarne l’uso ai più piccoli.

Inoltre, prendiamo consapevolezza dei possibili rischi, variabili a seconda dell’età e nel momento in cui noi adulti regaliamo ai nostri figli uno strumento tecnologico che sia uno smartphone, un tablet o un PC dobbiamo anche necessariamente dar loro istruzioni su come utilizzarli al meglio, tenendo bene a mente le possibili conseguenze che possono avere sullo stato fisico, psicologico e sull’apprendimento dei bambini e degli adolescenti, in particolare per quanto riguarda la loro capacità di concentrazione e l’innesco della dipendenza digitale precoce.

Infatti, uno studio recente realizzato dalla Microsoft ha rivelato che, a causa di applicazioni e siti internet studiati per catturare l’attenzione, vi è stato un peggioramento della soglia di attenzione che è scesa a otto secondi, peggio di un pesce rosso che è capace di concentrarsi per nove secondi.
Oggi i giovanissimi socializzano quasi esclusivamente attraverso gli smartphone e questa forma di comunicazione incide sulla loro salute non solo da un punto di vista fisica ma particolarmente mentale.

Un tempo i giovani avevano la necessità di vedersi, stare insieme, parlare, abbracciarsi, guardarsi negli occhi, emozionarsi. Ora la maggior parte di loro è concentrata su uno schermo, connessa con il mondo intero, spesso, nella più completa solitudine, senza limiti temporali. Ora un giovane può conoscere amici, fare esperienze, stando chiuso nella sua stanza, al sicuro, senza mettersi in gioco, senza rischiare nulla. Chiudersi in camera o in casa diventa una scelta difensiva: piuttosto che sentirsi giudicati o criticati ci si rifugia su Internet, uno spazio che permette di costruire altri mondi. Alcuni ragazzini iniziano già dalla preadolescenza a chiudersi in casa, spesso davanti al PC, rifiutando la scuola e le relazioni reali perché non si sentono all’altezza degli standard sociali, per mancanza di stimoli o per sfuggire al bullismo.

Soluzioni:

Una Società “educante” (siamo lontani, molto lontani) deve informare i cittadini dei rischi per la persona e per la famiglia sulla dipendenza digitale precoce. Non causano danni alla salute solo il fumo (per cui si è fatto qualcosa), la guida pericolosa (per cui non si fa niente), il traffico caotico (per cui non si fa niente), l’alcol (per cui si fa poco perchè prevalgono o gli interessi economici), le droghe (per cui gli interessi prevalgono ancora di più) ma anche l’uso improprio, come i cellulari e tablet e computer e dunque la dipendenza digitale precoce (per cui non si fa quasi niente). E’ necessario, se non indispensabile, nutrire la mente e il cuore dei nostri figli e il nostro, con il gioco, la lettura, la musica, la passeggiata insieme, il raccontare storie vere di vita nostra vissuta o favole, insomma recuperando la comunicazione e la relazione.

Per saperne di più, visita il blog del Dott. Ferrando

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