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Coderful 2026, una AI Edition tra codice e connessioni umane
Stampa articoloBiglietti esauriti, location piena per l’intera giornata e tanti interventi, uno dopo l’altro: l’edizione 2026 di Coderful 2026 si è conclusa, confermando la propria crescita e la solidità di un progetto costruito negli anni con una precisa identità. Un’atmosfera coinvolgente, favorita da un format che gli organizzatori definiscono boutique conference: dimensione umana, attenzione ai dettagli, spazio reale al confronto tra professionisti.
I temi: dall’architettura degli LLM ai sistemi multi-agente
Il filo conduttore dell’edizione 2026 era il rapporto tra intelligenza artificiale e pratica dello sviluppo, declinato su più livelli. Si è parlato di come lavorare concretamente con i grandi modelli linguistici al di là delle semplificazioni più diffuse – con Enzo Lombardi di Cleafy che ha affrontato il tema delle stanze cinesi industriali, ovvero l’uso degli LLM oltre la scatola magica – e di differenziazione automatica come fondamento matematico del machine learning moderno, con Simone Scardapane, professore associato alla Sapienza di Roma.
L’intelligenza multimodale e il ragionamento complesso sono stati al centro dell’intervento di Onofrio Petragallo, Customer Engineer AI Specialist di Google, mentre Zelda Ailine Luconi di Datwave ha esplorato il passaggio architetturale dai bot monolitici ai sistemi multi-agente. Stefano Maestri di IBM ha portato sul palco un caso concreto di addestramento robotico attraverso reinforcement learning e tecniche sim-to-real, mostrando come l’AI si stia spostando progressivamente dal digitale al fisico.
Alberto Massidda, Senior SRE di NVIDIA, ha aperto i lavori con una riflessione sulla distruzione come componente strutturale dell’innovazione tecnologica. Riccardo Erra, Developer Advocate di Figma, ha invece ragionato su cosa cambia nella collaborazione tra sviluppatori quando la generazione di codice diventa accessibile a tutti. A chiudere la giornata è stato Salvatore Sanfilippo – creatore di Redis – con un intervento sulle trasformazioni portate dall’AI al mondo dell’open source, tra opportunità concrete e criticità da non sottovalutare.
Lightning talk e sessioni interattive
Accanto ai talk principali, il programma ha incluso tre lightning talk. Eugenio Petullà di Regolo.ai ha condiviso le lezioni apprese lavorando con modelli tra 8 e 250 miliardi di parametri, evidenziando tutto ciò che i benchmark non riescono a misurare. Bogdan Skutkiewicz, CEO di Magic Engineering, ha difeso il valore del pensiero artigianale e del tempo dedicato a ragionare in un contesto di automazione crescente. Silvio Romano di Nexum ha affrontato invece la gestione di team ibridi, nei quali professionisti umani e agenti AI lavorano fianco a fianco e devono essere coordinati e misurati con strumenti nuovi.
Spazio anche a un formato più partecipativo: Serena Sensini e Paolo Caressa, rispettivamente di Dedalus e GSE, hanno condotto una sessione interattiva intitolata Cosa si prova ad essere un’IA, invitando i presenti a ragionare sull’esperienza interna di un sistema artificiale – un territorio che tocca allo stesso tempo la filosofia della mente, l’etica e il design dei modelli.
Il progetto
Coderful nasce dalla collaborazione tra Devmy, specializzata in sviluppo software e formazione tecnica, e ADD Design, agenzia di comunicazione. Il format scelto è volutamente contenuto: nessuna sovrapposizione di track, attenzione ai dettagli, spazio reale al networking. Una scelta che non ha impedito all’evento di attrarre partecipanti da tutta Italia e dall’estero, e di registrare il tutto esaurito nelle fasi anticipate di vendita.
Come ha spiegato Claudio Cocuzza, co-founder di Coderful e founder di ADD Design: «È una full day experience che ti fa entrare a mani vuote e ti fa tornare a casa con la borsa piena di contatti, formazione e tantissimi gadget». Andrea Ortis, CTO di Devmy e co-founder, ha aggiunto: «A Coderful è facilissimo fare rete perché c’è un’atmosfera che ti trascina. Il calore del sud da noi non è solo una questione di meteo, è un’attitudine, è un modo di accogliere le persone e curare i dettagli».
Per Francesco Sciuti, CEO di Devmy e co-founder, il senso dell’iniziativa resta invariato rispetto alle origini: «Coderful è partito come un esperimento per portare un’esperienza ricca e di valore anche al Sud. Da singolo evento è diventato un viaggio che dura tutto l’anno, che mette in contatto le persone, il mondo didattico e le aziende. Il motto è chiaro: let’s talk code».
Emanuele Fontana, Creative Director di ADD Design e co-founder, ha sintetizzato la sfida permanente del progetto: «Tenere insieme autorevolezza e leggerezza: essere credibili nei contenuti, ma accessibili nel modo in cui ci raccontiamo. Deve continuare ad avere quella stessa energia iniziale: quella di un progetto indipendente, curato, umano».