Melanoma maligno: cos’è, sintomi, cause, diagnosi e trattamento

di Romina Ferrante


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In questi giorni ha dato molto scalpore la notizia del melanoma maligno che ha colpito Sarah Ferguson. La duchessa di York ha scoperto di avere questo grave problema di salute in seguito alla rimozione di alcuni nei durante una chirurgia ricostruttiva post-mastectomia, intervento legato al suo precedente cancro al seno.

Ma che cos’è il melanoma maligno? Quali sono i sintomi, le cause e come curarlo?

Che cos’è il melanoma maligno: sintomi e cause

Il melanoma maligno è una forma di cancro della pelle che ha origine nei melanociti, le cellule che producono il pigmento della pelle noto come melanina. Queste cellule si trovano principalmente nella pelle, ma il melanoma può anche svilupparsi negli occhi (melanoma oculare) e in rari casi nelle mucose o nelle unghie.

I sintomi del melanoma sono diversi:

  • Nuove lesioni cutanee: (il melanoma può apparire come una nuova lesione cutanea o come cambiamenti in una talpa esistente);
  • Cambiamenti nella forma, dimensione o colore delle talpe (attenzione a talpe che diventano irregolari, cambiano dimensioni o presentano variazioni di colore);
  • Prurito o sanguinamento (il melanoma può causare prurito o sanguinamento nelle lesioni cutanee).

Le cause esatte del melanoma non sono ancora completamente comprese, ma ci sono diversi fattori di rischio associati tra cui:  

  • l’esposizione al sole;
  • la predisposizione genetica;
  • la pelle chiara;
  • nevi atipici.

Diagnosi e trattamento del melanoma

La diagnosi precoce del melanoma è fondamentale per il successo del trattamento. I medici utilizzano una combinazione di esami clinici, dermatoscopia e, se necessario, biopsie per confermare la presenza di melanoma.

L’esame dermatoscopico consiste nell’osservare la pelle con uno strumento chiamato dermatoscopio per rilevare segni sospetti.

La biopsia serve ad analizzare il tessuto e confermare la presenza di cellule cancerose se una lesione è sospetta.

Il trattamento del melanoma dipende dallo stadio della malattia. Le opzioni possono includere:

  • Chirurgia (rimozione chirurgica del tumore e di parte del tessuto circostante);
  • Terapie mirate (farmaci mirati a specifiche mutazioni genetiche nel melanoma);
  • Immunoterapia (stimolazione del sistema immunitario per combattere le cellule cancerose);
  • Radioterapia (utilizzo di radiazioni per distruggere le cellule cancerose).

Il melanoma maligno è una malattia seria che richiede attenzione immediata. La prevenzione, attraverso l’uso di protezione solare e l’autoesame regolare della pelle, è fondamentale. La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono cruciali per migliorare le prospettive di guarigione.

I consigli dell’esperto

Come ha spiegato Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative all’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale di Napoli “il melanoma è sempre stato considerato una malattia molto aggressiva. Fino al 2010 aveva una sopravvivenza media di 6-9 mesi. Solo il 25% arrivava a un anno, a 2 anni praticamente nessuno. Ma oggi, grazie alle cure, siamo in grado di guarire il 50% delle persone con la malattia metastatica. E nelle persone che lo scoprono in tempo e si sottopongono a chirurgia la sopravvivenza è del 70% dopo 7 anni e mezzo”.

Il melanoma più frequente nelle persone dalla pelle chiara “ha origine nei melanociti le cellule della nostra cute che producono melanina per proteggerci dai raggi ultravioletti. In principio cresce orizzontalmente e, solo in un secondo momento, verticalmente avvicinandosi ai vasi sanguigni. Il rischio di diffusione della malattia si concretizza proprio quando vengono coinvolti i vasi”.

Secondo Ascierto la prevenzione “è fondamentale per intercettare la malattia quanto prima possibile e aumentare le probabilità di risoluzione con la sola rimozione chirurgica del tumore”. Fondamentali quindi i controlli, “a partire da una visita dermatologica all’anno per controllare i nei“. Il controllo deve essere però rapido quando l’aspetto di un neo fa scattare il campanello d’allarme: “Dobbiamo fare molta attenzione ai ‘brutti anatroccoli‘ e alle regole Abcde“, raccomanda l’oncologo.

Si parla di ‘brutto anatroccolo’ “quando ci sono tanti nei e ne osserviamo uno più brutto degli altri. In quel caso va controllato subito”. A farci correre subito dal medico devono essere anche alcune caratteristiche di un neo indicati dalle prime 5 lettere dell’alfabeto: “asimmetria, bordi irregolari, colore variegato o disomogeneo, dimensioni superiori a 6 millimetri, evoluzione ovvero quando tutti questi parametri si modificano in tempi brevi: mesi, settimane, giorni”.

In caso di presenza di un melanoma che ha raggiunto i vasi sanguigni o il linfonodo sentinella risulti intaccato, “la chirurgia può essere seguita dalla terapia target e dall’immunoterapia. Questi farmaci agiscono rimuovendo alcuni freni del nostro sistema immunitario e istruendo nuovamente i linfociti, una tipologia di globuli bianchi, a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Dal 2011 si stima che l’immunoterapia abbia evitato oltre 4mila morti precoci. Da allora è stato fatto un enorme passo avanti, ma la ricerca continua perché c’è ancora un 50% di pazienti per cui possiamo fare ancora tanto”, ha infine concluso Ascierto.

Foto da Depositphotos.com

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