Digiuno intermittente: non è tutto oro quel che luccica

di Redazione


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Negli ultimi anni è sempre più diffuso il digiuno intermittente, una pratica amata per la sua capacità di far perdere velocemente peso.

Recenti studi hanno evidenziato, però, alcuni rischi legati alla pratica del digiuno intermittente, scuotendo le fondamenta delle convinzioni precedenti.

Un gruppo di scienziati ha individuato un netto aumento del rischio di mortalità per malattie cardiovascolari nei soggetti che adottano un regime alimentare concentrato entro un periodo di sole otto ore.

Tuttavia, mentre questi risultati destano preoccupazione, gli esperti invitano a interpretarli con la debita cautela.

La ricerca

I risultati di uno studio condotto su oltre 20.000 adulti, presentati durante una conferenza dell’American Heart Association a Chicago, hanno rivelato un allarmante aumento del 91% del rischio di morte per malattie cardiovascolari tra coloro che seguono il popolare regime 16:8 del digiuno intermittente, rispetto a coloro che distribuiscono i pasti su un arco temporale più ampio, compreso tra le 12 e le 16 ore.

Questo studio, basato sui dati raccolti tra il 2003 e il 2018 dal Centers for Disease Control and Prevention, ha coinvolto soggetti con un’età media di 49 anni. Dopo aver completato dettagliati questionari, i partecipanti sono stati seguiti per un periodo medio di 8 anni, con un massimo di 17 anni.

“La tendenza a limitare l’assunzione alimentare a un breve periodo quotidiano, come ad esempio otto ore al giorno, ha guadagnato terreno negli ultimi anni come strategia per la perdita di peso e il miglioramento della salute cardiovascolare”, ha spiegato il professor Victor Wenze Zhong, capo del dipartimento di epidemiologia e biostatistica presso la Shanghai Jiao Tong University School of Medicine in Cina e autore principale dello studio. “Tuttavia, gli effetti a lungo termine di questa pratica non sono ancora del tutto compresi”.

Zhong ha sottolineato la necessità di adottare un approccio personalizzato alle raccomandazioni alimentari, tenendo conto dello stato di salute individuale e delle più recenti evidenze scientifiche.

I risultati dello studio hanno sollevato preoccupazioni tra gli esperti di salute, che mettono in guardia contro una interpretazione affrettata. Mentre è stato osservato un aumento significativo del rischio di morte per malattie cardiovascolari nelle persone che seguono il digiuno intermittente, gli autori dello studio avvertono che i dati non permettono di stabilire una relazione causale diretta tra questa pratica e i decessi osservati.

Va notato che lo studio si basa sulle informazioni fornite dai partecipanti stessi, che potrebbero essere influenzate dalla memoria e non riflettere accuratamente le loro abitudini alimentari effettive. Inoltre, non tiene conto di altri fattori che potrebbero influire sulla salute oltre alla distribuzione temporale dei pasti e alle cause di morte.

Gli autori indicano che ricerche future dovrebbero approfondire i meccanismi biologici alla base delle associazioni tra digiuno intermittente e effetti negativi sulla salute cardiovascolare, e verificare se risultati simili emergono anche in altre popolazioni.

Sebbene il digiuno intermittente abbia ottenuto una crescente popolarità come strategia per il controllo del peso e la salute cardiovascolare, è chiaro che possono emergere rischi insospettati. Prima di abbracciare questa pratica, è essenziale considerare attentamente i suoi potenziali effetti sulla salute a lungo termine e consultare un professionista sanitario qualificato.

Foto da Depositphotos

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