Allarme pertosse in Italia: da gennaio +800% di ricoveri di bambini

di Redazione


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L’Italia si trova ad affrontare una nuova grave emergenza sanitaria, che colpisce principalmente i più piccoli. Dall’inizio del 2024, i pediatri hanno lanciato l’allarme per una preoccupante epidemia di pertosse, che sta mettendo a rischio la vita dei neonati e dei lattanti non vaccinati.

Secondo i dati più recenti, da gennaio a maggio di quest’anno, il numero di ricoveri per pertosse è aumentato dell’800% rispetto allo stesso periodo del 2023, raggiungendo un totale di 110 casi.

Questo aumento esponenziale ha provocato tre decessi tra i neonati, evidenziando l’urgenza di affrontare questa crisi con misure immediate ed efficaci.

La Pertosse: cos’è e come si manifesta

La pertosse, conosciuta anche come “tosse dei 100 giorni”, è una malattia infettiva batterica altamente contagiosa causata dalla Bordetella pertussis. Questo batterio si insedia nelle cellule di rivestimento dell’apparato respiratorio, provocando una tosse violenta e secca che può durare per settimane o addirittura mesi. Nei neonati e nei bambini sotto l’anno di età, la pertosse può avere conseguenze molto gravi, inclusa la morte.

Le complicazioni più pericolose della pertosse includono sovrainfezioni batteriche che possono portare a otiti, polmonite, bronchiti e perfino affezioni neurologiche come crisi convulsive ed encefaliti. Gli episodi di tosse violenta possono inoltre causare emorragie sottocongiuntivali e nel naso, aggravando ulteriormente il quadro clinico dei piccoli pazienti.

Il periodo di incubazione della pertosse varia dai 10 ai 14 giorni, dopo i quali la malattia si manifesta inizialmente con sintomi lievi come febbre leggera, starnuti, raucedine e tosse notturna. Questa fase, detta catarrale, è seguita da un periodo parossistico della durata di 2-3 settimane, caratterizzato da episodi di tosse secca e violenta, spesso accompagnati da un “urlo inspiratorio” e l’emissione di una minima quantità di muco. La malattia si conclude con una fase di graduale recupero, ma la tosse convulsiva può ostacolare sia la respirazione che l’alimentazione dei bambini, richiedendo talvolta cure intensive.

Lo scenario attuale in Italia e in Europa

La Società Italiana di Pediatria ha emesso un avviso urgente in seguito all’allarme lanciato dall’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) che ha riportato quasi 60.000 casi di pertosse in Europa tra il 2023 e l’aprile del 2024. Questo rappresenta un aumento di oltre dieci volte rispetto ai casi registrati nel biennio 2022-2023, indicando una diffusione rapida e allarmante del batterio.

In Italia, i dati sono altrettanto preoccupanti: oltre ai 110 ricoveri segnalati, 15 neonati sono finiti in terapia intensiva, una chiara dimostrazione della gravità dell’infezione tra i più piccoli. Gli esperti ritengono che i numeri ufficiali potrebbero essere sottostimati, e che il reale impatto dell’epidemia sia ancora più significativo.

Prevenzione e vaccinazione: l’unica arma efficace

La prevenzione della pertosse è possibile principalmente attraverso la vaccinazione. In Italia, il vaccino contro la pertosse è obbligatorio per i bambini in età scolastica, insieme ad altri undici vaccini. La vaccinazione è raccomandata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ha dimostrato di essere estremamente efficace nel ridurre l’incidenza della malattia.

Prima dell’introduzione dei vaccini, almeno l’80% delle persone contraeva la pertosse prima dell’adolescenza, con conseguenze spesso gravi. Grazie alla vaccinazione, il numero di casi è drasticamente diminuito, ma l’attuale epidemia sottolinea l’importanza di mantenere alti tassi di copertura vaccinale per proteggere i più vulnerabili.

Le cure per la pertosse

Quando la pertosse viene contratta, il trattamento prevede l’assunzione di antibiotici come eritromicina, claritromicina o azitromicina. Questi farmaci possono aiutare a ridurre la gravità dei sintomi e a prevenire complicazioni gravi, soprattutto se somministrati nelle prime fasi della malattia. Tuttavia, la maggior parte degli adolescenti e degli adulti in buona salute recuperano completamente dopo un episodio di pertosse, mentre i rischi maggiori sono per i neonati, i lattanti e le persone con patologie pregresse.

Di fronte all’attuale emergenza, è fondamentale che i genitori e i caregiver siano consapevoli dei rischi legati alla pertosse e dell’importanza della vaccinazione. La disinformazione e le esitazioni vaccinali possono avere conseguenze devastanti, come dimostrato dai recenti decessi e dall’aumento dei ricoveri.

Le autorità sanitarie devono intensificare gli sforzi per educare il pubblico sui benefici della vaccinazione e sui pericoli della pertosse. Campagne informative efficaci, il coinvolgimento dei pediatri e delle scuole, e il sostegno ai programmi di vaccinazione sono essenziali per prevenire ulteriori decessi e contenere l’epidemia.

Foto da Depositphotos.com

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