Supermercato shock, la direttrice vieta il bagno alle cassiere: “Reggete fino alla pausa”

di Gaetano Ferraro


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È polemica per il messaggio shock inviato dalla direttrice del supermercato MD di Brandizzo, Luana Perna, alle proprie dipendenti in cui, in tono perentorio, vieta di andare in bagno durante l’orario di lavoro.

Il messaggio shock della direttrice

“Tranne nei casi in cui vi state pisciando addosso o avete il ciclo o vi state cagando addosso, in bagno non si va più” tuona la direttrice nel vocale della durata di 3 minuti e mezzo inviato nella chat aziendale, in cui riversa tutta la sua frustrazione per obiettivi non raggiunti e difficoltà nella gestione del personale. Un messaggio declinato esclusivamente al femminile, nonostante nel supermercato lavorino anche uomini. “Sono stufa di non capire chi è in cassa, avete un quarto d’ora di pausa: reggete il piscio fino alla pausa. Mi sono rotta i coglioni” strepita la Perna tra urla e parolacce.

Comportamenti vessatori verso le dipendenti

E ancora: “Esigo che il turnante arrivi 10 minuti prima. Di sentire che escono più tardi mi sono rotta”. Un comportamento ritenuto vessatorio dalle dipendenti, quasi tutte donne e mamme. “Se provavamo a far valere i nostri diritti, venivamo punite con turni peggiori e festivi” racconta una ex lavoratrice a cui non è stato rinnovato il contratto.

La reazione della direzione MD

La direzione di MD, venuta a conoscenza dell’accaduto, ha preso provvedimenti: “Abbiamo adottato una misura disciplinare di sospensione della direttrice” comunicano in una nota. Misura notificata a partire dal 5 giugno scorso. Nel frattempo la responsabile – stando sempre al comunicato MD – in un incontro convocato subito dopo, alla presenza dei dipendenti ha ammesso l’errore e chiesto scusa, attribuendo il comportamento a un “momento di nervosismo”. L’azienda prende le distanze e sottolinea l’importanza di garantire un buon ambiente di lavoro per i quasi 9000 impiegati nei suoi 800 punti vendita.

La protesta delle ex dipendenti

Ma la vicenda non si chiude qui. Oggi le ex dipendenti terranno un presidio di protesta davanti al supermercato “perché la gente sappia in che condizioni eravamo costrette a lavorare” spiegano. La direttrice aveva infatti un vero e proprio chiodo fisso con la questione “bagno”, tanto da arrivare persino a chiudere la porta a chiave, tenendo con sé la chiave, come testimonia un altro audio shock: “Questa è la chiave del bagno e rimarrà qua in ufficio. Noi gerenti chiuderemo l’ufficio a chiave e controlleremo quante volte andate a pisciare […] Per andare in bagno dovrete chiedere la chiave al gerente”. tteggiamenti pesanti che avrebbero portato alcune lavoratrici a temere per il posto: “La direttrice ha scritto nella mia lettera di mancato rinnovo contrattuale che sono lenta e non adatta. La verità è che mi ha voluta fare fuori perché puntavo i piedi sui miei diritti” racconta una di loro.

Minimizzazioni e problematiche più ampie

E c’è chi, come il vicedirettore 35enne Edoardo Colosimo tende a minimizzare: “L’intervento sindacale ha ingigantito la cosa. Non si sta male qui. È una bella realtà rispetto ad altre catene. E il rapporto tra direttrice e dipendenti è stato recuperato”. Sarà, ma le lavoratrici la vedono diversamente e oggi presidieranno il punto vendita. “Vogliamo che la gente sappia in che condizioni siamo state costrette” concludono. La sensazione è che quella porta del bagno abbia aperto uno squarcio su problematiche più ampie nel settore della Gdo, che meritano attenzione.

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