Caso Pedretti, spuntano nuovi dettagli sulle risposte della ristoratrice alle recensioni online

di Gaetano Ferraro


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La morte di Giovanna Pedretti, la titolare 59enne della pizzeria “Le Vignole” di Sant’Angelo Lodigiano trovata senza vita domenica mattina nel fiume Lambro, continua a far discutere. Mentre le indagini proseguono per fare luce sulle cause del decesso, con due filoni paralleli su cui stanno lavorando gli inquirenti, emergono nuovi retroscena sulle risposte che la donna era solita dare alle recensioni lasciate dai clienti sul web.

Le dure repliche della titolare alle critiche online

In particolare, stando a quanto ricostruito da Open, già durante i mesi della pandemia la signora Pedretti dimostrava di non avere peli sulla lingua nel rispondere in modo piccato a chi osava criticare il suo locale. Un esempio è la replica ad un utente che si lamentava della “pessima accoglienza”, dove la ristoratrice lo rimproverava per essersi seduto ad un tavolo già prenotato e per non aver mostrato il green pass.

Uno stile diretto per difendere la reputazione del locale

Questo stile diretto nel difendere la reputazione del proprio ristorante sembrava essere un marchio di fabbrica della pizzeria Le Vignole, come dimostrano altri casi in cui la Pedretti replicava a tono a recensioni negative firmandosi in calce con il proprio nome. Tuttavia, alla luce della tragica scomparsa della donna, questi precedenti assumono oggi una luce diversa e portano a interrogarsi sulle dinamiche distorte che possono crearsi sui social media, quando la difesa della reputazione online finisce per prendere il sopravvento sulla vita reale.

L’autopsia conferma la morte per annegamento

Intanto, mentre l’autopsia sul corpo di Giovanna Pedretti ha confermato la morte per annegamento nelle acque del Lambro, le indagini puntano a fare luce sulla famigerata recensione contro gay e disabili che avrebbe scatenato la bufera mediatica sulla pizzeria. Gli investigatori stanno incrociando i dati del locale per cercare di identificare il misterioso cliente artefice di quei commenti discriminatori. I carabinieri hanno già ascoltato la donna sabato scorso proprio su quella recensione, che secondo alcuni sarebbe stata inventata dalla stessa ristoratrice per motivi di visibilità. La signora Pedretti aveva invece confermato ai militari l’esistenza reale del cliente, pur dichiarando di non conoscerlo e di non essere in grado di fornirne una descrizione dettagliata.

Poche ore dopo quell’audizione, in cui era apparsa nervosa e turbata, la ristoratrice si è tolta la vita gettandosi nel fiume. L’ipotesi è che non abbia retto al peso del clamore mediatico, tanto che la Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio.

La verità sulla famigerata recensione contro gay e disabili

Ora sarà fondamentale appurare la veridicità di quella recensione, perché se emergesse che la donna l’ha inventata solo per fini di marketing, verrebbe meno la tesi del suicidio come conseguenza della gogna mediatica. Si tratta di un puzzle ancora tutto da ricomporre per arrivare alla verità. C’è da dire che la maggior parte delle recensioni online per la pizzeria Le Vignole sono positive, con solo qualche sporadico cliente insoddisfatto. Ma ormai la reputazione del locale passa in secondo piano di fronte alla tragedia che ha colpito la sua titolare Giovanna Pedretti, la cui vicenda pone interrogativi profondi sul rapporto sempre più conflittuale tra vita online e vita reale.

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