Maurizio Costanzo, l’omelia ai funerali di don Insero: “uomo umile, leale e molto curioso”

di Redazione


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Don Walter Insero ha celebrato i funerali di Maurizio Costanzo, che si sono celebrati oggi, lunedì 27 febbraio, a Roma, nella Chiesa degli Artisti.

Il sacerdote ha affermato: “La prima volta ho incontrato Costanzo due anni fa. Pensavo di trovarmi davanti un giornalista anticlericale, un po’ un mangiapreti, e invece ho incontrato una persona accogliente, amorevole, che mi ha rivolto subito una battuta: è un prete vero? Ci provo, gli ho risposto”.

“Maurizio era portato sempre a cercare novità”

E ancora: “Mi colpì perché mi raccontò la sua infanzia, la sua parrocchia in zona piazza Bologna, e parlò di quanto lavoro fanno le parrocchie sul territorio, riuscendo ad avvicinare le persone fragili, rendendo un servizio spirituale e sociale. E alla fine mi disse: mi sa che dovrò venire da lei… Dottor Costanzo – gli risposi – non accetto prenotazioni. E poi mi confidò un desiderio: potere un giorno, quando il Signore lo avrebbe chiamato a sé, pregare per lui”.

Don Insero ha ricordato che “Maurizio era un uomo molto intelligente, estremamente curioso, portato sempre a cercare novità, a scoprire, non riusciva a stare fermo, era molto attivo, anche negli ultimi giorni in clinica”.

Maria De Filippi ai funerali del marito Maurizio Costanzo.

Nel ritratto di don Insero, Costanzo “è stato un uomo umile, leale, manteneva la parola data e rispettava opinioni degli altri, senza giudicare le diversità, propenso a capire le ragioni degli altri. Era tendenzialmente pigro, amava la Roma, non era uno sportivo praticante. Voleva ascoltare gli altri, conoscere le persone, le loro storie, intuiva prima di ascoltare il carattere delle persone”.

“Era molto goloso”

Inoltre, “era molto goloso, so che gli veniva spacciato del cioccolato fondente di nascosto”, ha aggiunto il religioso con Maria De Filippi che ha accennato un sorriso. Verso i suoi cari “ha avuto un forte senso protezione, ma ha aiutato anche tanti artisti nel momento del bisogno. Non dava importanza al denaro, non era avido, riusciva a dosarlo per condividerlo con gli altri”, ha concluso.

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