Attualità

Il “killer delle fidanzate” Luca Delfino lascerà il carcere: è ancora socialmente pericoloso

Luca Delfino, soprannominato il “killer delle fidanzate“, lascerà il carcere il prossimo 28 luglio, dopo aver scontato 16 anni e 8 mesi di reclusione per l’omicidio di Antonella Multari, uccisa nel 2007 a Sanremo con 44 coltellate. L’uomo, ritenuto ancora socialmente pericoloso, verrà trasferito nella Rems (Residenza per le misure di sicurezza) Villa Santa Caterina a Genova Prà, dove rimarrà per altri 6 anni e mezzo. Le Rems sono strutture che hanno sostituito gli ex ospedali psichiatrici giudiziari, dove le misure di sicurezza non sono paragonabili a quelle di un carcere. Una situazione che sta facendo montare preoccupazione e timori tra i residenti della zona e tra i familiari della vittima Antonella Multari.

Chi è Luca Delfino

Delfino, ex barista di Genova, nel 2006 era stato inizialmente accusato anche dell’omicidio di un’altra sua ex fidanzata, Luciana Biggi, trovata morta con la gola tagliata in un vicolo del capoluogo ligure. L’uomo venne però assolto in quel caso “per non aver commesso il fatto”, nonostante molti lo ritenessero colpevole, guadagnandosi il terrificante soprannome di “killer delle fidanzate”.

Paura tra i residenti

L’avvocato di Delfino, Riccardo Lamonaca, ha provato a gettare acqua sul fuoco: “Delfino non vuole evadere né è un criminale incallito. È ansioso di lasciare il carcere e intraprendere il nuovo percorso terapeutico che rappresenta per lui anche una possibilità di cura”. Ciononostante, la paura rimane tra i residenti della zona in cui sorgerà la nuova struttura che ospiterà Delfino. Il timore è che, non essendoci sbarre e misure di sicurezza rigide come in un carcere, l’uomo possa tentare una fuga o compiere nuovamente gesti di violenza. “Siamo molto preoccupati per quello che potrebbe succedere – spiega Mario Rossi, portavoce del comitato di quartiere – sappiamo che nella Rems non ci sono le stesse misure di sicurezza che in carcere. Temiamo che Delfino possa scappare o peggio, fare ancora del male a qualcuno. Ci sentiamo esposti come cittadini”.

I familiari delle vittime protestano

Forte preoccupazione è stata espressa anche da Rosa Tripodi, madre di Antonella Multari, uccisa da Delfino nel 2007: “Sono terrorizzata dall’idea che possa nuovamente scappare e farmi del male. In passato ha anche promesso che me l’avrebbe fatta pagare”. Bruna Biggi, sorella gemella di Luciana, l’altra presunta vittima di Delfino, è sulla stessa lunghezza d’onda: “È un predatore narcisista, una volta fuori tornerà a caccia di donne da aggredire. Sono seriamente preoccupata che possa uccidere ancora”.

Inizierà un percorso terapeutico

Le proteste non hanno però sortito alcun effetto. Lo scorso 28 giugno il Tribunale di Sorveglianza di Genova ha respinto il ricorso presentato dai legali di Delfino, che mirava a ottenere un’ulteriore riduzione di pena e l’uscita anticipata già tra due settimane. I giudici hanno motivato la decisione con alcuni comportamenti violenti che Delfino avrebbe messo in atto contro altri detenuti nel carcere di Ivrea dove era precedentemente recluso. L’uscita, salvo imprevisti, avverrà quindi tra un mese esatto. L’uomo verrà accolto nella Rems genovese e qui inizierà un percorso terapeutico.

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