Oggi è la Giornata Mondiale contro la desertificazione e la siccità: scenari e possibili soluzioni

di Redazione


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Il 17 giugno è la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, promossa dalla Convenzione delle Nazioni unite per accendere i riflettori su una questione sempre più urgente. Negli ultimi anni il problema della desertificazione è diventato sempre più grave e urgente.

Sono passati ben 47 anni dalla prima conferenza delle Nazioni Unite a Nairobi, che sollevò per la prima volta la questione. Nel 1992 a Rio de Janeiro venne istituita una convenzione per contrastare il fenomeno in quei paesi che soffrivano di gravi siccità, che entrò in vigore nel 1996 e che portò alla predisposizione di Piani di azione nazionale (PAN) per un’adeguata allocazione delle risorse.

Successivamente, il processo di desertificazione è diventato un problema globale, sempre più intenso. Secondo l’UNCDD al 2022, fino al 40% del territorio del pianeta è degradato e il fenomeno interessa metà della popolazione globale e minaccia circa metà del PIL.

Se il trend dovesse mantenersi costante fino al 2050, le Nazioni Unite hanno previsto che il degrado potrebbe aumentare di un’area grande quasi quanto il Sud America.

Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite per la Lotta alla Desertificazione (UNCCD), la desertificazione è definita come “il degrado delle terre nelle zone aride, semi-aride e sub-umide secche, risultante da vari fattori, inclusi le variazioni climatiche e le attività umane“.

In dettaglio, la desertificazione implica la riduzione della capacità del suolo di sostenere la vita vegetale, animale e umana, dovuta principalmente a cause come:

  1. Attività umane: l’uso non sostenibile delle risorse del suolo, come l’eccessivo sfruttamento agricolo, il disboscamento, il sovrapascolamento e la gestione inadeguata delle risorse idriche;
  2. Variazioni climatiche: cambiamenti nel clima che portano a periodi prolungati di siccità, precipitazioni irregolari o ridotte, e temperature estreme.

La desertificazione ha gravi conseguenze ambientali, economiche e sociali, tra cui la perdita di biodiversità, la diminuzione della produttività agricola, l’erosione del suolo e il peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali.

Questo processo di progressiva diminuzione delle sostanze organiche e nutritive è uno degli aspetti più allarmanti. Lo strato superiore del suolo può essere spazzato via in poco tempo, ma ci vogliono secoli per ricostruirlo.

La desertificazione è un problema con cui fanno i conti gli agricoltori e le popolazioni globali, ma che ha forti ricadute sulle perdite agricole, su tutto il mercato agroalimentare e sui prezzi dei prodotti.

Possibili soluzioni

Per ridurre il rischio di desertificazione e della siccità, sono necessarie azioni integrate a vari livelli, che includono politiche governative, tecniche di gestione del suolo, pratiche agricole sostenibili e coinvolgimento delle comunità locali. Ecco alcune soluzioni:

Gestione sostenibile del suolo e delle risorse idriche

Agricoltura conservativa: Tecniche come la rotazione delle colture, il sovescio (utilizzo di colture di copertura) e la riduzione del tillaggio (lavorazione minima del suolo) possono migliorare la salute del suolo e aumentare la sua capacità di trattenere l’acqua.

Irrigazione efficiente: Implementazione di sistemi di irrigazione a goccia e altre tecnologie che riducono lo spreco d’acqua e migliorano l’efficienza dell’uso idrico.

Rimboschimento e riforestazione

Piantumazione di alberi: piantare specie autoctone e resistenti alla siccità può aiutare a stabilizzare il suolo, ridurre l’erosione e migliorare il ciclo idrologico.

Cinture verdi: creare barriere verdi intorno alle aree desertiche per fermare l’avanzamento del deserto e proteggere le terre fertili.

Tecniche di conservazione dell’acqua

Raccolta dell’acqua piovana: costruzione di bacini e cisterne per raccogliere e conservare l’acqua piovana per uso agricolo e domestico durante i periodi di siccità.

Restauro delle falde acquifere: Tecniche per ricaricare le falde acquifere sotterranee, come la costruzione di dighe sotterranee e l’infiltrazione controllata.

Tecniche di erosione del suolo

Costruzione di terrazzamenti: In zone collinari, i terrazzamenti possono ridurre l’erosione del suolo e migliorare la ritenzione idrica.

Barriere anti-erosione: Uso di materiali naturali come pietre o vegetazione per creare barriere che rallentano il flusso dell’acqua e riducono l’erosione.

Educazione e coinvolgimento delle comunità locali

Formazione: Educare gli agricoltori e le comunità locali su pratiche agricole sostenibili e tecniche di gestione delle risorse.

Partecipazione comunitaria: Coinvolgere le comunità locali nella pianificazione e nell’implementazione delle soluzioni per garantire la loro accettazione e sostenibilità.

Politiche e normative

Politiche di sostegno: Sviluppare e implementare politiche che promuovano l’uso sostenibile del suolo e dell’acqua, come incentivi per pratiche agricole sostenibili e protezione delle aree vulnerabili.

Cooperazione internazionale: Collaborare a livello regionale e internazionale per condividere conoscenze, tecnologie e risorse per combattere la desertificazione e la siccità.

Innovazione e ricerca

Sviluppo di tecnologie: Investire in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per la gestione del suolo e dell’acqua, come semi resistenti alla siccità e sistemi avanzati di monitoraggio ambientale.

Progetti pilota: Implementare progetti pilota per testare e dimostrare l’efficacia di nuove soluzioni e tecniche.

Ripristino degli ecosistemi degradati

Recupero delle terre degradate: Attuare programmi di recupero e ripristino delle terre degradate mediante tecniche di bio-ingegneria e rigenerazione naturale assistita.

Combattere la desertificazione e la siccità richiede un approccio olistico che integri queste soluzioni e coinvolga tutti gli attori interessati, dalle comunità locali ai governi nazionali e alle organizzazioni internazionali.

La situazione in Europa

La Commissione europea ha adottato nel novembre 2021 una strategia per il suolo al 2030 come parte della strategia UE per la biodiversità, e, nel 2023, ha presentato una proposta di direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo.

Tra gli obiettivi di medio termine delle strategie, da raggiungere entro il 2030, ci sarebbe quello di combattere la desertificazione, ripristinare le terre degradate, raggiungere l’obiettivo di un assorbimento netto dei gas a effetto serra pari a 310 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente all’anno per il settore dell’uso del suolo.

Queste strategie sono rimaste degli orientamenti e non esiste una legislazione specifica sul tema suolo. Manca una reale tabella di marcia, dei piani e obiettivi intermedi per raggiungere l’obiettivo generale del 2050, l’applicazione del principio “chi inquina paga” e i finanziamenti disponibili per sostenere i proprietari e i gestori dei terreni.”

Nel febbraio 2024 la Commissione ha ritirato la proposta di revisione della direttiva sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi, respinta dal Parlamento qualche mese prima, che avrebbe dovuto promuovere un utilizzo ridotto dei prodotti fitosanitari e maggiori soluzioni alternative per proteggere i raccolti dai parassiti.

Nonostante ciò, esistono best practice come il progetto Life Desert Adapt il cui obiettivo è quello di documentare strategie e tecnologie innovative in grado di migliorare sia la qualità e la conservazione del suolo che il supporto allo sviluppo vegetale in aree, private e pubbliche, localizzate in zone del Mediterranee a rischio desertificazione.

Sono stati individuati 9 siti pilota soggetti a desertificazione, tra cui Sicilia (Italia), Extremadura (Spagna) ed Alentejo (Portogallo) su cui sono state adottate pratiche agricole sostenibili, tra cui l’agroecologia, e di nature based solutions, così da favorire l’aumento della biomassa vegetale e della sostanza organica del suolo, il sequestro di CO₂ e la protezione dall’erosione, con risultati estremamente positivi.

Nei 5 anni di progetto sono stati piantati 93.391 tra alberi e arbusti di 132 specie; aree di intervento hanno visto la riduzione di una classe ESA (Environmentally Sensitive Area to Desertification); la capacità di ritenzione idrica dei suoli è aumentata del 2-3%; si è ridotta del 34-66% l’erosione; è aumentata del 52-67% la presenza di carbonio e del 53-77% la presenza di azoto; è aumentata del 36-47% la capacità di ritenzione dei nutrienti; +30% specie di uccelli; +29% taxa della microfauna del suolo; +2% indice di diversità (Shannon) delle api.

Risultati incoraggianti che mostrano come sia possibile con le giuste pratiche recuperare i terreni degradati.

Foto da Depositphotos.com

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