Attualità

Gina Lollobrigida, l’ex marito Rigau aggredisce Aragozzini fuori dalla clinica

Ci sono scene che non vorremmo davvero vedere mai. E’ questo il caso della lite avvenuta fuori dalla clinica in cui è deceduta Gina Lollobrigida. A raccontare l’accaduto Eleonora Daniele a Storie Italiane, scopriamo, di seguito, cosa è successo.

Eleonora Daniele parla di Gina Lollobrigida a Storie Italiane

Eleonora Daniele dopo aver ricordato Gina Lollobrigida dopo la sua scomparsa ha raccontato un episodio davvero raccapricciante. Nel corso di un collegamento con il suo inviato fuori dalla clinica in cui è morta l’attrice a 95 anni, il giornalista ha spiegato che ieri, poco dopo il decesso della Lollo, Francesco Javier Rigau, ex marito della Lollobrigida avrebbe litigato e aggredito un amico della donna.

Gina Lollobrigida e Adriano Aragozzini

Chi è l’ex marito Francesco Javier Rigau

Tecnicamente Rigau non sarebbe l’ex marito dell’attrice visto che la Sacra Rota ha annullato il matrimonio con l’attrice. Il legale, Ingroia, spiega però che nel registro civile spagnolo di fatto quel matrimonio è ancora valido e il rischio è che lui possa far valere quel registro a livello europeo, quindi che le nozze risultino ancora valide civilmente anche in Italia e che lo spagnolo sia considerato a tutti gli effetti marito della Lollobrigida.

L’aggressione fuori dalla clinica

Ad essere stato aggredito fuori dalla clinica sarebbe stato Adriano Aragozzini, caro amico dell’attrice. Lui avrebbe chiesto di vedere l’attrice ma gli sarebbe stato negato il permesso da Rigau. Pare che lo spagnolo fosse fuori dalla clinica già dalla mattina, così dopo la lite è stato chiesto chi avesse chiamato un uomo che di fatto non era considerato familiare, né stimato da Gina ed è stato risposto: «Chiedete al figlio e al nipote».

La lotta tra il figlio  Andrea Milko Skovic e il manager Andrea Piazzolla

Gli ultimi anni della sua vita hanno visto la lotta tra il figlio Andrea Milko Skovic e il suo collaboratore Andrea Piazzolla. L’accusa nei confronti di quest’ultimo è circonvenzione di incapace. Per una «sistematica» spoliazione di beni tra il 2013 e il 2018. Il processo è attualmente in corso davanti al giudice monocratico. Piazzolla, ex addetto allo scarico merci di una casa automobilistica, secondo l’accusa avrebbe sottratto 3 milioni di euro dal patrimonio dell’attrice. In beni e in contanti. Nel luglio 2015 avrebbe venduto tre appartamenti in via Sebastianello, alle spalle di Piazza di Spagna a Roma. Incassando, con la società “Vissi d’arte”, la cifra complessiva di 2 milioni e 100 mila euro. E in attesa delle decisioni della giustizia, si attende di sapere che fine farà il patrimonio della Lollo. E a chi andrà l’eredità. In attesa della lettura del testamento.

Perché Skovic denunciò la madre Gina Lollobrigida

Tra le proprietà c’è anche la villa sull’Appia. «Ho visto un forte cambiamento nel comportamento di mia madre. Una persona si è approfittata della sua debolezza», ha detto Skovic in aula il primo marzo dello scorso anno secondo quanto riporta l’edizione romana di Repubblica. «Ho deciso di denunciare perché lei, dopo la conoscenza di Piazzolla, è cambiata. È diventata fuori controllo. Mia madre era molto attenta a come spendeva i soldi, una persona semplice, non faceva feste. Tutto questo è andato avanti fino a quando non è arrivato Piazzolla, intorno al 2009». Dal 2021 Lollobrigida ha un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale per tutelare il suo patrimonio. Con Piazzolla a processo c’è anche Antonio Salvi. Ovvero l’intermediario di una casa d’aste per la vendita di 350 beni di proprietà della Lollobrigida. Che però lo ha sempre difeso: «Andrea non ha mai sbagliato. È una persona brava e per il fatto che mi ha aiutato sta avendo dei guai terribili. La vita è mia e io decido cosa farne. Fare dei regali ad Andrea e alla sua famiglia è una cosa che riguarda me».

Gina Lollobrigida e Rigau

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L’ultimo  desiderio di Gina Lollobrigida: “Vivere e morire in pace”

«Ho lavorato e rappresentato l’Italia nel mondo per oltre 70 anni, per avere un trattamento ignobile. Credo di meritare un po’ di tranquillità. E non di essere trattata come una persona incapace, visto che non lo sono. Ho aspettato per anni perché credevo nella giustizia italiana. Mi sbagliavo e adesso hanno esagerato», aveva detto lei in un’intervista a Domenica In qualche tempo fa. «Ho il diritto di vivere ma anche di morire in pace».

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