Attualità

Martina Carbonaro, il padre dell’assassino: “Non lo abbandonerò”

Lunedì 26 maggio sembrava un pomeriggio qualunque ad Afragola, in provincia di Napoli. Martina Carbonaro, appena 14enne, esce di casa per incontrare alcune amiche in una yogurteria di corso Garibaldi. È una ragazza vivace, amata dalla famiglia e dalla comunità. Ma quel giorno, la sua vita viene spezzata in modo brutale. Il suo ex fidanzato, Alessio Tucci, 18 anni, la uccide a colpi di pietra in un casolare abbandonato vicino allo stadio Moccia.

La dinamica dell’omicidio

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, Martina e Alessio si incontrano nei pressi della yogurteria. La loro relazione, durata circa due anni, si era interrotta due settimane prima, dopo che Martina aveva deciso di lasciare Alessio, anche a seguito di un episodio di violenza: “Ho saputo che le aveva dato una sberla”, racconta la madre, Enza Cossentino, a Repubblica. Quel giorno, Alessio insiste per parlare con Martina, che accetta di spostarsi con lui verso una panchina e poi verso il casolare abbandonato. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, decisive per le indagini, mostrano i due insieme per l’ultima volta. Martina riceve tre chiamate dalla madre intorno alle 20:30, assicurando che sarebbe tornata presto. Ma durante l’ultima chiamata, la madre avverte che qualcosa non va: “Sembrava in affanno, come se qualcuno le avesse strappato il telefono”. Alle 21:07, il suo smartphone si scollega dalla rete. Alessio, incapace di accettare la fine della relazione, colpisce Martina ripetutamente alla testa con una pietra e nasconde il corpo sotto un mobile, ricoprendolo di detriti.

La confessione di Alessio Tucci

Alessio Tucci, 18 anni, originario di Afragola e muratore saltuario, viene fermato dai carabinieri nella notte tra il 27 e il 28 maggio. Inizialmente, nega ogni coinvolgimento, fornendo versioni contraddittorie sui suoi spostamenti. Ma le prove raccolte – impronte digitali sul luogo del delitto e filmati di videosorveglianza – lo inchiodano. Dopo ore di interrogatorio, crolla e confessa: “L’ho uccisa perché mi aveva lasciato. L’ho colpita con una pietra trovata sul posto”. Tucci è accusato di omicidio pluriaggravato e occultamento di cadavere. Il pubblico ministero Alberto Della Valle, nel decreto di fermo, descrive la sua “spiccata personalità trasgressiva ed incontenibile” e sottolinea il rischio di fuga. L’udienza di convalida del fermo è fissata per il 30 maggio nel carcere di Poggioreale.

Il dolore di una famiglia distrutta

La famiglia di Martina è devastata. Il padre, Marcello Carbonaro, racconta a Rai1 un dettaglio agghiacciante: “Alessio mi ha detto che stava andando a fare la doccia. Si è buttato la zappa sui piedi”. Dopo l’omicidio, infatti, Tucci torna a casa, si lava per eliminare le tracce di sangue, mangia e si unisce alle ricerche della ragazza, fingendo preoccupazione. “Avevo l’assassino di mia figlia in macchina e non lo sapevo”, dice Marcello, ancora incredulo. La madre, Enza Cossentino, definisce Tucci un “mostro” e chiede giustizia: “Voglio l’ergastolo per questo ragazzo. Che peccato ha fatto mia figlia?”.La comunità di Afragola si stringe attorno alla famiglia, mentre il sindaco Antonio Pannone parla di “orrore per l’inaccettabile morte di una adolescente di 14 anni, a cui è stato tolto il diritto di vivere”.

Le parole del padre di Alessio Tucci

Anche la famiglia di Alessio è sotto shock. Domenico Tucci, padre del ragazzo, si rivolge ai giornalisti davanti casa: “Chiedo scusa a tutto il mondo da parte di mio figlio e della nostra famiglia. Siamo distrutti”. Descrive Martina come “una figlia” per la sua famiglia, raccontando che i due ragazzi si frequentavano da due anni e che Martina era spesso a casa loro. “Mio figlio è un bravo ragazzo, non ce lo aspettavamo”, ripete, negando di aver mai notato atteggiamenti violenti. Tuttavia, ammette che Alessio era sconvolto dalla fine della relazione: “Voleva scoprire chi fosse il nuovo ragazzo di Martina”. Una frase pronunciata dalla madre di Alessio alla madre di Martina, “Guardati tua figlia che succede qualcosa”, viene chiarita dal padre come un avvertimento generico, non una minaccia. “Non lo abbandonerò”, conclude Domenico, pur riconoscendo la gravità del gesto del figlio.

Il dibattito sollevato da Vincenzo De Luca

La tragedia ha suscitato reazioni anche a livello istituzionale. Durante gli Stati generali sull’ambiente 2025 alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha commentato il caso, sollevando polemiche. “È normale che una ragazza di 12 anni, che è una bambina, si fidanzi senza che nessuno dica niente? Per me è un problema”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di una maggiore responsabilità genitoriale, soprattutto verso i figli maschi. L’influencer Valeria Angione, presente all’evento, lo ha interrotto: “Non è un problema della ragazza che aveva 14 anni, ma del ragazzo che l’ha ammazzata”. De Luca ha proseguito, invitando a un approccio pragmatico: “Non contesto il diritto di una donna di presentarsi come vuole, ma siccome nel mondo ci sono persone con fragilità, forse è ragionevole avere un po’ di prudenza”.

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