Le apparizioni mariane di Trevignano sono fake: lo conferma la Chiesa

di Redazione


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Il vescovo smentisce le apparizioni mariane a Trevignano. Dopo un’attenta indagine, l’alto prelato di Civita Castellana, monsignor Marco Salvi, ha emesso un decreto che sconfessa definitivamente il fenomeno delle presunte apparizioni mariane a Trevignano Romano, promosse dalla veggente Gisella Cardia.

Indagine approfondita smentisce le apparizioni, incongruenze e falsità nelle parole della veggente

La decisione è arrivata al termine di un’approfondita inchiesta condotta da aprile 2022 da una commissione formata da teologi, mariologi, psicologi e canonisti. Gli esperti hanno riscontrato numerose incongruenze e falsità nelle testimonianze della veggente, oltre ad errori dottrinali nei messaggi che ella attribuiva alla Madonna. In particolare, le dichiarazioni di Gisella Cardia non sarebbero concordanti né coerenti, e conterrebbero anche spergiuri nonostante avesse prestato giuramento davanti a Dio. Inoltre, la donna si sarebbe palesemente contraddetta con la testimonianza del vescovo emerito Romano Rossi su una presunta lacrimazione di una statuetta della Vergine.

La commissione rileva l’inattendibilità della veggente

La commissione ha inoltre rilevato, dalle perizie psichiatriche, l’inattendibilità della veggente. Infine, è emerso il sospetto che la promozione delle apparizioni mirasse a un lucro personale, aspetto su cui la magistratura potrebbe aprire un’indagine. Per tutti questi motivi, il vescovo Salvi ha decretato che a Trevignano Romano non ci sono state autentiche apparizioni mariane. Con questa presa di posizione netta, la Diocesi di Civita Castellana segna un punto fermo nella vicenda, chiudendo la questione per quanto di sua competenza e invitando i fedeli ad astenersi dal partecipare a incontri legati al fenomeno.

Il vescovo vieta ai fedeli di partecipare agli incontri

Inoltre, il decreto impone a Gisella Cardia e al marito di attenersi alle decisioni del vescovo, intraprendendo un percorso di purificazione e discernimento, per mantenere l’unità della Chiesa. Si chiude così, almeno dal punto di vista ecclesiastico, una vicenda controversa durata alcuni anni, che aveva attirato numerosi fedeli ma anche forti perplessità nella gerarchia cattolica.

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