28enne muore di cancro e lascia lo sperma congelato per avere un figlio con la compagna ma la Asl dice no

di Redazione


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Caterina e Matteo erano il ritratto della felicità e dell’amore, condividendo sogni e progetti di vita che comprendevano la nascita di un bambino. Tuttavia, la loro storia ha preso una svolta tragica quando a Matteo è stato diagnosticato un cancro. A fronte di questa notizia devastante, Matteo, all’età di soli 28 anni, ha preso la decisione coraggiosa di congelare il suo sperma, conscio del rischio che le cure avrebbero potuto comprometterne la fertilità. Nel marzo del 2019, si sono rivolti insieme al Centro per la Crioconservazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, ignari del fatto che quella scelta avrebbe segnato l’inizio di un viaggio emotivo e legale complesso.

L’Ultima Promessa di Matteo

Con il progredire della malattia, Matteo ha compiuto un gesto di amore eterno verso Caterina: ha redatto un testamento olografo, lasciando disposizioni affinché i suoi gameti fossero consegnati a lei nel caso non avesse superato la battaglia contro il cancro. Questo atto rappresentava una promessa, un segno di speranza che Caterina potesse realizzare il loro sogno di diventare madre, anche in sua assenza. Purtroppo, Matteo ci ha lasciati a fine ottobre, lasciando Caterina a fronteggiare il futuro con il peso della sua perdita e il desiderio di onorare la sua ultima volontà.

Una Battaglia per l’Amore e la Vita

Quando Caterina ha cercato di avviare il processo per una gravidanza utilizzando i gameti di Matteo, si è scontrata con un muro di burocrazia e leggi inaspettate. La Asl di Firenze ha negato la sua richiesta, innescando una battaglia legale che ha messo in luce la complessità delle questioni etiche e legali legate alla crioconservazione e all’uso postumo dei gameti. Nonostante una sentenza iniziale sfavorevole, Caterina non ha perso la speranza, decidendo di portare nuovamente il caso in tribunale nell’aprile del 2021, come riportato da La Repubblica di Firenze.

La Determinazione di una Famiglia Unita

Davanti alla possibilità che il desiderio di Matteo fosse ignorato e i suoi gameti distrutti, Caterina, insieme alla famiglia di Matteo, ha scelto di combattere. Assistiti dagli avvocati Matteo Forconi e Roberto Inches, hanno intrapreso una causa legale contro l’Azienda Ospedaliera di Careggi per rivendicare il diritto di Caterina di diventare madre come Matteo aveva sognato. Sandra Becattini, madre di Matteo, ha espresso il profondo legame emotivo che la famiglia sente verso i gameti, visti come l’ultima eredità di Matteo, ribadendo il desiderio di prendere una decisione autonoma sul loro uso futuro.

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