ULTIME POESIE D' AMORE

    INSERITA IL 18 OTTOBRE 2016

    Nelle giornate in cui vediamo celebrare il Nobel per la Letteratura al cantautore Bob Dylan, il pensiero corre ad uno degli autori più influenti del Novecento cui è mancato quel riconoscimento così prestigioso. Italo Calvino nacque a Cuba nel 1923 da una famiglia di intellettuali; la mamma, Eva Mameli, fu docente di botanica, fatto insolito per l’epoca, mentre il papà era agronomo e ricercatore. Una famiglia agiata e cosmopolita, la sua, tornata in Italia poco dopo la nascita di Italo e stabilitasi a san remo, a quel tempo crocevia della migliore nobiltà europea. La famiglia Calvino era da sempre attenta ai diritti civili tanto che, nel 1943, il giovane Italo diventerà partigiano.

    Si impiega come vignettista e passa poi alla casa editrice Einaudi, dove conosce altri due autori di spicco: Cesare Pavese e Elio Vittorini. La fantasia e la poliedricità di Calvino lo spingono a scrivere romanzi in cui il senso del fantastico e del fantascientifico sono tutto e, dal 1947, anno di pubblicazione de “Il sentiero dei nidi di ragno”, fino al 19 settembre 1985, giorno della sua morte, Italo Calvino incarnerà la figura dello scrittore, del giornalista, del traduttore, dell’indagatore profetico e eclettico, acclamatissimo anche all’estero, anche in quegli Stati Uniti sempre molto restii a concedere lustro agli autori europei e che invece ospitarono lo scrittore italiano in un giro di conferenze all’università di Harvard, che presero poi il nome di “Lezioni americane”, ancora oggi canovaccio essenziale per chiunque decida di dedicarsi alla scrittura. Vogliamo ricordarlo con alcuni passi dai suoi romanzi più famosi, ma anche attraverso aforismi sparsi qua e là, perle da tenere sempre in considerazione.

    Italo Calvino: le citazioni più belle

    1. Chi ha l’occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi. (Da Marcovaldo)
    2. Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno (Da “Il barone rampante”)
    3. Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così. (Da “Il barone rampante”)
    4. La luna di pomeriggio nessuno la guarda, ed è questo il momento in cui avrebbe più bisogno del nostro interessamento, dato che la sua esistenza è ancora in forse. (Da “Palomar”)
    5. Quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. Ecco, questo modo d’essere è l’amore. (Da “La giornata d’uno scrutatore”)
    6. Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori! (Da “Il barone rampante”)
    7. Io faccio del mal come tutti lo fanno; ma, a differenza degli altri, io ho la mano sicura. (Da “Il visconte dimezzato”)
    8. Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane. (Da “Il visconte dimezzato”)
    9. Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.
    10. La menzogna non è nel discorso, è nelle cose. (Da “Le città invisibili”)
    11. Questo intendo quando dico che vorrei risalire il corso del tempo: vorrei cancellare le conseguenze di certi avvenimenti e restaurare una condizione iniziale. Ma ogni momento della mia vita porta con sé un’accumulazione di fatti nuovi e ognuno di questi fatti nuovi porta con sé le sue conseguenze, cosicché più cerco di tornare al momento zero da cui sono partito più me ne allontano : pur essendo tutti i miei atti intesi a cancellare conseguenze d’atti precedenti e riuscendo anche a ottenere risultati apprezzabili in questa cancellazione, devo però tener conto che ogni mia mossa per cancellare avvenimenti precedenti provoca una pioggia di nuovi avvenimenti che complicano la situazione peggio di prima e che dovrò cercare di cancellare a loro volta. (Da “Se una notte notte d’inverno un viaggiatore”)
    12. Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo. (Da “Il sentiero dei nidi di ragno”)
    13. Come potevamo intenderci? Nessuna cosa del mondo come si presentava al nostro sguardo bastava a esprimere quel che sentivamo l’uno per l’altra, ma mentre io smaniavo di strappare dalle cose vibrazioni sconosciute, lei voleva ridurre ogni cosa all’al di là incolore della loro ultima sostanza.
    14. E in questo esprimermi ci mettevo tutti i pensieri che avevo per quella là, lo sfogo della rabbia che mi faceva, il modo amoroso di pensarla, la volontà di essere per lei, d’essere io che fossi io, e per lei che fosse lei, e l’amore per me stesso che mettevo nell’amore per lei, tutte le cose che potevano essere dette soltanto in quel guscio di conchiglia avvitato a spirale.
    15. L’amavo, insomma. Ed ero infelice. Ma come lei avrebbe potuto capire questa mia infelicità? Ci sono quelli che si condannano al grigiore della vita più mediocre perché hanno avuto un dolore, una sfortuna; ma ci sono anche quelli che lo fanno perché hanno avuto più fortuna di quella che si sentivano di reggere. (Da “Gli amori difficili”

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    INSERITA IL 15 OTTOBRE 2012

    Nel silenzio della notte,
    io ho scelto te.
    Nello splendore del firmamento,
    io ho scelto te.
    Nell’incanto dell’aurora,
    io ho scelto te.
    Nelle bufere più tormentose,
    io ho scelto te.
    Nell’arsura più arida,
    io ho scelto te.
    Nella buona e nella cattiva sorte,
    io ho scelto te.
    Nella gioia e nel dolore,
    io ho scelto te.
    Nel cuore del mio cuore,
    io ho scelto te.

    (S. Lawrence)

    INSERITA IL 10 OTTOBRE 2012

    Tu che t’insinuasti come una lama
    Nel mio cuore gemente; tu che forte
    Come un branco di demoni venisti
    A disperdere il mio spirito,
    Umiliato il tuo letto e il regno-infame
    A cui, come il forzato alla catena,
    Sono legato: come alla bottiglia
    L’ubriacone; come alla carogna
    I vermi; come al gioco l’ostinato
    Giocatore – che tu sia maledetta.
    Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
    Di conquistare la mia libertà;
    Ed il veleno perfido ho pregato
    Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
    Ed il veleno, pieni di disprezzo,
    M’han detto: “Non sei degno che alla tua
    Schiavitù maledetta ti si tolga,
    Imbecille! – una volta liberato
    Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
    tu faresti rivivere il cadavere
    del tuo vampiro con i tuoi baci!”

    (Charles Baudelaire)

    INSERITA IL 28 SETTEMBRE 2012

    Se proprio devi odiarmi, fallo adesso;
    ora che il mondo si accanisce
    a contrastare quel che faccio
    affianca l’ira del destino, schiantami,
    non essere l’ultimo colpo che arriva all’improvviso.
    Ah, quando il mio cuore
    avrà superato questa pena
    non essere la retroguardia
    di un dolore ormai vinto.
    Non far seguire una notte di vento
    a un piovoso mattino per prolungare un rifiuto
    ormai scontato. Se proprio vuoi lasciarmi,
    non aspettare l’ultimo momento
    quando altri dolori meschini
    avranno fatto i loro danni.
    Ma vieni adesso, così che assaggi fin da subito
    quel che vi è di peggio nella forza del destino.
    E le altre dolenti note, che ora sembrano dolenti
    smetteranno di esserlo di fronte alla tua perdita.

    (William Shakespeare)

    INSERITA IL 27 SETTEMBRE 2012

    Amo come l’amore ama.
    Non conosco altra ragione di amarti che amarti.
    Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,
    se ciò che ti voglio dire è che ti amo?

    (Fernando Pessoa)

    INSERITA IL 26 SETTEMBRE 2012

    Notte del ventuno. Lunedì.
    La città è immersa nel buio.
    Un qualche burlone ha scritto
    che c’è amore sulla terra.
    E per pigrizia o per tristezza
    tutti ci hanno creduto. E così vivono:
    anelano incontri, temono i distacchi,
    cantano amorose canzoni.
    Ma diverso si rivela il mistero
    e il silenzio calerà su ognuno…
    Anch’io mi ci sono imbattuta per caso
    e d’allora sono sempre come ammalata.

    (Anna Achmatova)

    INSERITA IL 25 SETTEMBRE 2012

    Notti selvagge! Notti di tempesta!
    Fossi con te,
    queste notti sfrenate sarebbero
    per noi magnifiche!
    Futili i venti
    Per un cuore in porto, -
    Inutile la bussola,
    riposta la mappa.
    Remare nell’Eden!
    Ah, il mare!
    Potessi gettare l’ancora,
    stanotte, in te!

    (Emily Dickinson)

    INSERITA IL 21 SETTEMBRE 2012

    Ho il furore d’amare. Il mio debole cuore è pazzo.
    Non importa quando, né importa chi o dove,
    che un lampo di bellezza, di virtù, di valore
    splenda, subito vi si precipita, vola, si lancia,
    e, nel tempo d’un abbraccio, cento volte bacia
    l’essere o l’oggetto che la sua scelta insegue;
    Poi, quando l’illusione ha ripiegato la sua ala,
    ritorna triste e solo, molto spesso, ma fedele,
    e lasciando agli ingrati qualcosa di sé stesso,
    sangue o carne. Ma, senza più morire nel suo tedio,
    presto s’imbarca per l’isola delle Chimere
    e ne riporta soltanto amare lacrime
    che assapora, e orribili disperazioni d’un istante,
    poi s’imbarca di nuovo.
    È talmente deciso e tenace
    che nelle sue corse negli infiniti gli accade,
    navigatore testardo, d’andar dritto alla riva
    senza curarsi affatto che possa esistere
    uno scoglio vicino, a infrangere lo scafo.

    (Paul Verlaine)

    INSERITA IL 6 SETTEMBRE 2012

    Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi
    che certo guarderanno male la nostra gioia,
    talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?
    Andremo allegri e lenti sulla strada modesta
    che la speranza addita, senza badare affatto
    che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?
    Nell’amore isolati come in un bosco nero,
    i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,
    saranno due usignoli che cantan nella sera.
    Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,
    non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene
    accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.
    Uniti dal più forte, dal più caro legame,
    e inoltre ricoperti di una dura corazza,
    sorrideremo a tutti senza paura alcuna.
    Noi ci preoccuperemo di quello che il destino
    per noi ha stabilito, cammineremo insieme
    la mano nella mano, con l’anima infantile
    di quelli che si amano in modo puro, vero?

    (Paul Verlaine)

    INSERITA IL 5 SETTEMBRE 2012

    Se tu non parli
    riempirò il mio cuore del tuo silenzio
    e lo sopporterò.
    Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
    nella sua veglia stellata
    con il capo chino a terra
    paziente.
    Ma arriverà il mattino
    le ombre della notte svaniranno
    e la tua voce
    in rivoli dorati inonderà il cielo.
    Allora le tue parole
    nel canto
    prenderanno ali
    da tutti i miei nidi di uccelli
    e le tue melodie
    spunteranno come fiori
    su tutti gli alberi della mia foresta.

    (Rabindranath Tagore)

    INSERITA IL 3 SETTEMBRE 2012

    Se mi ami non piangere!
    Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo,
    se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento
    in questi orizzonti senza fine,
    e in questa luce che tutto investe e penetra,
    tu non piangeresti se mi ami.
    Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio,
    dalle sue espressioni di infinità bontà e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.
    Le cose di un tempo sono così piccole e fuggevoli
    al confronto. Mi è rimasto l’affetto per te:
    una tenerezza che non ho mai conosciuto.
    Sono felice di averti incontrato nel tempo,
    anche se tutto era allora così fugace e limitato.
    Ora l’amore che mi stringe profondamente a te,
    è gioia pura e senza tramonto.
    Mentre io vivo nella serena ed esaltante attesa del tuo arrivo tra noi,
    tu pensami così!
    Nelle tue battaglie,
    nei tuoi momenti di sconforto e di solitudine,
    pensa a questa meravigliosa casa,
    dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme,
    nel trasporto più intenso alla fonte inesauribile dell’amore e della felicità.
    Non piangere più, se veramente mi ami!

    (Sant’Agostino)

    INSERITA IL 1 SETTEMBRE 2012

    Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
    giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marcia,
    chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
    chi non parla a chi non conosce.
    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero su bianco
    e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
    fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
    davanti all’errore e ai sentimenti.
    Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
    chi e’ infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
    chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
    consigli sensati.
    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
    Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
    aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
    della pioggia incessante.
    Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
    chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
    risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
    Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
    vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
    di respirare.
    Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
    splendida felicità.

    (Martha Medeiros)

    INSERITA IL 31 AGOSTO 2012

    Adesso che ho superato già
    tanti dolori e posso
    leggere il mio destino come
    una mappa piena di errori,
    quando non sento nessuna compassione
    di me stesso e posso
    passare in rassegna
    la mia esistenza senza sentimentalismi,
    perché ho trovato una relativa pace,
    lamento solo la
    perdita dell’innocenza.
    Mi manca l’idealismo della gioventù,
    del tempo in cui esisteva ancora per me
    una chiara linea divisoria
    tra il bene e il male
    e credevo che fosse possibile agire
    sempre in accordo con
    principi amovibili.

    (Isabel Allende)