Foto | Mediaset Infinity
Chi ha avuto modo di seguire l’ultima edizione de “L’Isola dei Famosi“, e non sono stati certamente in tanti, ha avuto modo di conoscere Daniele Radini Tedeschi, presentatosi come critico d’arte dalla vita particolarmente agiata, tutt’altro che abituato alle difficoltà che ha dovuto sopportare in Honduras.
Adattarsi per lui è stato forse più difficile rispetto agli altri, anche se lui aveva deciso comunque di partecipare pensando che questo potesse permettergli di staccare la spina e non pensare alla depressione che, a fasi alterne, lo tormenta da tempo. Alla fine però lui ce l’ha fatta solo in parte e ha deciso di terminare in anticipo la sua avventura.
Pochi sono però a conoscenza del suo passato, che solo ora si è deciso a raccontare e che appare difficile da credere.
“Avevo circa vent’anni quando a Roma, ero in Piazza Trilussa, incontrai una ragazza…oggi la definirebbero negativamente una punkabbestia. Abbiamo iniziato a parlare e poi è nata una frequentazione. In quei pochi mesi dormivo per strada o sulle panchine. È finita perché a un certo punto quella libertà senza limiti mi ha iniziato a spaventare e così ci siamo allontanati” – sono le sue parole al settimanale ‘Vero’.
Essere stato un homeless, anche se per breve tempo, lo spinge oggi a riflettere agli agi di cui può godere ora, anche se è impossibile non ricordare quanto quella giovane sia stata importante per il suo processo di crescita: “Ripenso a quel periodo con profonda tristezza, ho saputo che poi lei è venuta a mancare qualche anno fa. Le sarò grato per sempre, averla conosciuta mi ha fatto ritrovare il senso della vita”.
Forse è questa vicenda che ha portato il noto critico d’arte e scrittore – con alle spalle persino la candidatura a un Premio Strega – a svolgere numerose attività di volontariato accanto ai più bisognosi, che versano in situazioni di povertà ed emarginazione sociale. A quanti poi lo hanno attaccato durante il programma per i suoi comportamenti sopra le righe risponde: “Ho voluto portare in quel microcosmo dell’Isola le regole che osservo nella mia vita: sono un anarchico mendicante…l’Isola segue la logica dell’utile : se peschi, mangi. Occorrerebbe invece pensare agli insegnamenti di San Francesco, nulla di quello che abbiamo ci appartiene. E allora alla logica dell’utile bisognerebbe sostituire quella del dono”.
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