Lino Banfi censurato da Facebook sbotta contro Zuckerberg: “Lasciatemi parlare Banfiota!”

di Redazione
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Sembra essere guerra aperta tra Lino Banfi e Mark Zuckerberg. L’amato nonno d’Italia si è visto chiudere il gruppo Facebook dedicato ai suoi fan per “linguaggio inappropriato”. Ma l’attore non ci sta e scrive una gustosissima lettera di protesta al Corriere della Sera.

Banfi si lamenta per il linguaggio vietato dal social network

“Caro direttore, ti scrivo perché sono nei guai con quel disgraziato di Zuckerberg“, inizia Banfi. Il problema è che nel gruppo “Noi che amiamo Lino Banfi“, con 27mila fan, si usano le sue tipiche esclamazioni colorite, come “Porca putténa”. Apriti cielo! Gli algoritmi di Facebook lo hanno bloccato per volgarità. “Ma come si permette ‘sto arcimiliardario sconosciuto?”, tuona Banfi. Ci ho messo una vita per far parlare il mio linguaggio a tutti! Mi chiamano Maestro, mi danno premi alla carriera e lui me lo spegne tutto!”.

L’attore minaccia scherzosamente Zuckerberg

L’attore passa poi alle minacce scherzose: “Zuckerberg, ti metto i menischi nella scapolomerale! Ti spezzo il capocollo e te lo metto a tracollo! PORCA PUTTÉNA tre volte!”. Banfi è un fiume in piena: “Se vuole la guerra, chezzolina di guerra avrà!”. Infine, si rivolge anche al rivale di Zuckerberg, Elon Musk, invitandolo a dire al suo avversario di lasciare in pace il nonno d’Italia. “Fai il bravo e non rompere!”, gli manda a dire.

Banfi non smetterà di usare il suo linguaggio colorito

Insomma, Banfi non ci sta a essere messo all’indice dal “signor Facebook”. Lui parlerà sempre la sua lingua, anche se piena di colorite esclamazioni. Del resto, sono proprio quelle espressioni ad averlo reso celebre e amato da intere generazioni di italiani. Chissà se Zuckerberg riattiverà il gruppo dedicato ai fan dell’attore pugliese, facendo così pace con l’attore 86enne. Certo è che Banfi non ha alcuna intenzione di smettere di deliziare il suo pubblico con le sue tipiche gag e battute “piccanti”. E guai a chi glielo vieta, soprattutto se è un algoritmo a farlo. 

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