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Matilda De Angelis, il dramma: “Soffro di ansia”

E’ sempre più frequente che i Vip decidano di parlare dei propri problemi sui social. Lo sa bene Matilda De Angelis, che ha voluto parlare apertamente della sua ansia. Eppure mettersi a nudo e far conoscere agli altri quei lati che noi stesse riteniamo più deboli può essere terapeutico, può esorcizzare quel dolore che a volte può essere insopportabile, e perché no, può aiutare qualcuno che neanche conosciamo ma che si riconosce nelle nostre parole.

La confessione di Matilda De Angelis

Come ha raccontato sui suoi social, Matilda De Angelis soffre molto gli standard di perfezione imposti dalla celebrità e dal mondo dello spettacolo: “Mi hanno intossicato la mente. Tempo fa Matilda De Angelis si era fotografata su social con il viso segnato da una pesante acne.

Chi è Matilda De Angelis

Giovane attrice di origini bolognesi, Matilda De Angelis è nota per le sue interpretazioni nei film italiani Veloce come il vento e L’Isola delle rose, e per la sua partecipazione nella serie TV statunitense The Undoing, al fianco di Nicole Kidman e Hugh Grant, ma anche per essere stata co-conduttrice con Amadeus del Festival di Sanremo 2021.

Matilda De Angelis

Quali sono i sintomi dell’ansia?

Quante volte nella nostra vita, o semplicemente nell’arco di una giornata abbiamo pensato “che ansia!”? Forse tante, troppe. Ma che cos’è l’ansia?
La parola stessa deriva dal latino angere che significa “stringere” e comprende tutte le sensazioni di apprensione, oppressione e nodo alla gola, spesso accompagnate da tensione muscolare, mancanza di respiro, incapacità di rilassarsi, difficoltà di concentrazione, stanchezza, irritabilità, insonnia. Tuttavia, l’ansia non è sempre patologica. Pensiamo per esempio a quando dobbiamo affrontare un esame. Se non avessimo adeguati livelli di ansia molto probabilmente non ci sforzeremmo di studiare per superarlo. O quando per esempio guidiamo o dobbiamo parlare in pubblico: adeguati livelli di ansia ci permettono di rimanere all’erta ed affrontare compiti impegnativi.

matilda de angelis

Quali sono i campanelli d’allarme

Viene definito “disturbo d’ansia generalizzato” uno stato continuo e persistente di preoccupazione per diversi eventi, che risulta eccessivo in intensità, durata o frequenza rispetto alle reali circostanze, che invece rappresentano eventi temuti dal soggetto. Queste preoccupazioni sono accompagnate da almeno tre dei seguenti sintomi: irrequietezza; facile affatticabilità; difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria; irritabilità; tensione muscolare; sonno disturbato (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno).

Quando l’ansia si trasforma in panico?

Tachicardia, brividi, sensazione di soffocamento, perdita dell’equilibrio, formicolii, paura di perdere il controllo e di impazzire, paura di morire. Spaventati ci rivolgiamo al medico per sapere cosa è successo. E quando questo avrà scongiurato malattie e problematiche a livello medico scopriamo di aver avuto un vero e proprio attacco di panico. Spesso dopo il primo attacco si prova una continua angoscia e preoccupazione che ne arrivi un altro (ansia anticipatoria). Questa situazione può aggravarsi diventando una prigione per chi ne soffre che per esempio sviluppa la paura di uscire di casa o di essere da solo per brevi tragitti. La durata di un attacco di panico in media è di 20-30 minuti ma a chi lo sperimenta sembra un tempo molto più prolungato.

matilda de angelis

Cosa fare per combattere un attacco di panico?

Molti vivono il panico come l’assalto di un mostro che deve essere sconfitto e cacciato ad ogni costo. Lottare in questi casi è la cosa più sbagliata: quando si sente la crisi che si avvicina, l’unica cosa da fare è non opporsi, lasciarsi attraversare come da un’onda che butta all’aria tutte le nostre abitudini e schemi mentali. Sono proprio questi schemi che ci siamo costruiti secondo una visione che ci vuole sempre in forma, performanti, puntuali, attraenti e socievoli che ci ingabbiano fino al punto che un giorno dentro di noi qualcosa si ribella e vuole uscire allo scoperto. È la nostra parte più autentica a cui abbiamo negato l’espressione, è la nostra rinuncia a provare piacere, è la felicità che ci neghiamo ogni giorno. Come un leone che ruggisce il nostro istinto si libera dall’autocontrollo e più impariamo ad ascoltarlo e prima il panico se ne andrà.

 

LEGGI ANCHE: ansia post partum: come combatterla ed affrontarla

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